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Volvariella caesiotincta P.D. Orton 1974
Scritto da Bruno de Ruvo   
giovedý 09 ottobre 2008

Ottima scheda di un bel fungo appartenente ad un Genere formato di poche specie. Determinato dal Sig. Marino Zugna del
Forum AMB di Muggia , sue la scheda e le foto micro.

Volvariella caesiotincta P.D. Orton, Bull. mens. Soc. linn. Lyon 43: 319 (1974)


Sinonimi: Volvariella murinella sensu Kühner & Romagnesi 1953

05]Volvariella murinella var. umbonata J. Lange 1940


Sistematica: Pluteaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Descrizione macroscopica
Pileo 65 mm di diametro, carnosetto, appianato, privo di umbone. Cuticola radialmente fibrillosa, fuori che al disco, di colore grigio-nerastro al disco (evocante T. terreum), grigio-topo in periferia, via via più chiaro verso il margine tanto da lasciar intravvedere la sottostante carne di colore bianco. Margine intero o finemente eroso a tratti.
Lamelle libere, arrotondate al gambo, abbastanza fitte, sottili, ventricose, inframezzate da 1-3 lamellule; dapprima biancastre, poi rosa-salmonate, infine rosa-brunastre. Filo lamellare sterile, finemente crenulato, concolore o appena più chiaro.
Stipite 70 x 8-10 mm, completamente bianco, cilindrico, diritto, slanciato, appena svasato all’apice e leggermente allargato alla base, la dove termina allargato in un piccolo bulbo, glabro, finemente pelosetto per un breve tratto nella porzione basale tomentosetto all’interno della volva. Base avvolta da una volva membranosa, irregolarmente lacerata, libera e inguainante lo stipite per 30 mm, di colore grigiastro sporco, non viscosa.
Carne bianca, bianco-grigiastra per un brevissimo tratto nella porzione a contatto con la pileipellis, totalmente bianca nello stipite.
Odore che ricorda vagamente certi molluschi disidratati (mitili).
Sapore dolce, appena leggermente rafanoide.
Rilevazioni effettuate da exsiccatum reidratato.

Descrizione microscopica
Spore (5,5) 5,9-7,0 (7,5) x (3,7) 4,0-4,8 (5,0) µm; in media 6,5 x 4,4 µm Q. = (1,3) 1,4-1,5 (1,6), Q.m.= 1,4; Vol. (44) 53-84 (94), Vol.m.= 66 µm³, ellissoidi in proiezione laterale, ovoidi in proiezione frontale, ialine, a contenuto amorfo rosato, con una grossa guttula o molteplici più piccole, parete mediamente spessa, apiculo poco evidente.
Basidi 21,7-32,6 x 7,5-9,3 µm, in media 26,0 x 8,2 µm, Q.m.= 3,1; Vol.m.= 935, clavati, tetrasporici.
Cheilocistidi 25,1-86,5 x 12,6-30,6 µm, in media 52,6 x 19,01 µm, Q.m.= 2,7; Vol.m.= 11986 µm³, polimorfi, da fusiformi a largamente fusiformi con apice rostrato lungo 8,4-15,2 µm, a cortamente mucronato o acuto, leggermente incrostato da una sostanza amorfa e congofila; misti ad altri di tipologia utriforme, clavata o lageniforme; parete leggermente inspessita, ialini; tappezzanti il filo lamellare tanto da renderlo sterile.
Pleurocistidi 51,0-83,2 x 16,0-28,5 µm, in media 63,4 x 20,4 µm, Q.m.= 3,1; Vol.m.= 15182 µm³, fusiformi, utriformi, lageniformi, più o meno peduncolati, in alcuni casi molto numerosi, distribuiti su tutta la superfice delle pareti lamellari; in altre piuttosto rari, localizzati soprattutto nelle vicinanze del filo lamellare.   
Trama lamellare formata da ife cilindriche, settate, con diametro 6,3-11,6 µm.
Pileipellis “prelevata nella porzione adiacente al disco”, disposta in cutis, formata da ife cilindriche 57,2-144,8 x 11,9-33,5 µm, contenenti un pigmento intracellulare brunastro; terminali 148,9-236,4 x 5,3-11,9 µm, aguzzi, tendenti a sollevarsi e disporsi in tricoderma.
Caulopellis disposta in cutis, formata da ife settate, con diametro 5,0-11,9 µm, Caulocistidi 22,6-117,7 x 7,5-23,8 µm, polimorfi, da largamente clavati a largamente utriformi, anche sublageniformi, subfusiformi o subcilindrici e flessuosi. Laticiferi abbondantemente presenti.
Velo universale a struttura ifale, ife con diametro 5,3-13,5 µm.
Giunti a fibbia non osservati in nessun tessuto da noi osservato.

Dati di Raccolta ed Habitat
N. scheda: 4963. Data di ritrovamento: 30/08/2012. Località: Ceppo-Morricana. Comune: Rocca santa Maria. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza slm: f. 4 Habitat: Substrato composto da aghi di abete molto deteriorati misti a terra, in luogo molto umido e muscoso. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento in erbario: 05/01/2013.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco reidratato in KOH 2%, ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6% o Floxina anionica, per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tener conto dell’apiculo, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all’Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio del trioculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Osservazioni
Tra le poche specie appartenenti al genere Volvariella prendiamo in considerazione le tre specie abbastanza vicine a V. caesiotincta con un occhio di riguardo per V. murinella.
V. hypopithys (Fr.) M.M. Moser, la quale si identifica come specie a stipite totalmente pubescente, caratteristica che perdura costantemente nel tempo.
V. pusilla (Pers.) Singer, (1951) [1949] è specie taglia molto esile, inoltre, possiede cheilocistidi di tipologia totalmente differente, privi di appendici terminali.
V. taylorii Berk. & Broome) Singer [as 'taylori'], (1951) [1949], anch’essa di piccola taglia, non possiede cheilocistidi rostrati o mucronati.
Per quanto riguarda V. murinella (Quél.) Mos., da quanto ci è dato a sapere, non possederebbe cheilocistidi rostrati o mucronati, per il resto, a parte l’habitat strettamente lignicolo (?), macroscopicamente è un vero e proprio sosia di V. caesiotincta. Rimane il fatto che, da quando, quest’ultima è stata messa in vita si sono letteralmente perse le tracce della vecchia e cara V. murinella.
Anche in questo caso, come già in passato, abbiamo rilevato che il substrato, non sembra essere lignicolo. A conferma di ciò, l’esame degli abbondanti resti di substrato attaccati alla volva, non hanno evidenziato tracce legnose o frustuli.
Già in passato nelle raccolte fresche di V. caesiotincta, abbiamo constatato come, all’inizio l’odore sia di freschino, e solo in seguito esso muti in quello di pelargonio; mentre, il sapore, dopo prolungata masticazione, risulti essere piccantino.
Come spesso accade per le specie di questo genere, ancora una volta abbiamo constatato la difficoltà di reidratazione dei cheilocistidi, i quali, molto spesso, invece di mostrarsi tipicamente rostrati si presentavano solo brevemente mucronati e rivestiti da una sostanza amorfa.
In conclusione, per la particolare forma dei cistidi imeniali, la raccolta in esame viene ricondotta ad una forma tipica di Volvariella caesiotincta P.D. Orton, 1974.

Bibliografia consultata
Bas, C., Kuyper, Th.W., Noordeloos, M.E. & Vellinga, E.C. (eds) - (1990). Flora Agaricina Neerlandica 2. Pleurotaceae, Pluteaceae, and Tricholomataceae (1). Rotterdam: Balkema. 137 pp.
Boekhout T. - 1986 : Notulae ad Floram Agaricina Neerlandicam – XII ; Persoonia, Vol., 13, Part 2, pp. 197-211 (1986)
Breitembach J. & F. Kranzlin - 1995: Champignons de Suisse, vol. 4.
Grilli E. - 1993: Due piccole Pluteaceae praticole:Volvariella pusilla var. pusilla e V. pusilla var. taylori. Micologia e Vegetazione Mediterranea Volume VIII n.2 1993.
Moser M. - 1980: Guida alla determinazione dei Funghi, vol. 1.
Kühner R. & H. Romagnesi - 1974 : Flore Analytìque des Champignons Supérieurs.
Malençon G. & Bertault R., 1970 : Champignons supérieurs du Maroc et de l’Afrique du nord, Tome 1, Rabat.
Orton P.D. - 1986: British Fungus Flora, 4 Pluteaceae : Pluteus & Volvariella.
Soon-Ja Seok, Yang-Sup Kim, Hang-Yeon Weon, Kang-Hyo Lee, Ki-Moon Park1, Kyong-Hee Min2 and Kwan-Hee Yoo - 2002: Taxonomic Study on Volvariella in Korea. The Korean Society of Mycology. Mycobiology 30 (4): 183-192 (2002).

 

 

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Volvariella caesiotincta
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