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Psathyrella hydrophila
Scritto da Bruno de Ruvo   
venerd́ 22 marzo 2013

Sinonimo della Psathyrella piluliformis, eccovi una scehda completa, come la solito, di Marino Zugna del Forum AMB di Muggia .

Foto 800x600

 

Psathyrella hydrophila

(Bull. ex Merat) Maire apud Maire & Werner 1938 ("1937"), in Mém. Soc. Sci. Nat. Maroc. 45: 113


Basionimo: Agaricus piluliformis Bull. 1783 in Herb. France 3, pl. 112

Sinonimi: Bolbitus hydrophilus (Bull.) Fr. 1874 in Hymenomyc. eur.: 333

Hypholoma hydrophilum (Bull.) Quél. 1872 in Mém. Soc. Émul. Montbéliard, Sér. 2 5: 146

Drosophila hydrophila var. hydrophila (Bull.) Quél. 1886 in Enchir. fung.: 116

Drosophila hydrophila var. piluliformis (Bull.) Quél. 1886 in Enchir. fung.: 116

Psathyra hydrophila (Bull.) G. Bertrand 1901 in Bull. Soc. Mycol.de France 17: 279

Psathyrella hydrophila f. pratensis Arnolds 1982 in Biblioth. Mycol. 90: 431 (inval.)

Psathyrella hydrophiloides Kits van Wav. 1982 in Persoonia 11(4): 488       

Hypholoma piluliforme ("pilulaeforme") (Bull.) Gillet 1878 in Les Hyménomycètes: 571

Drosophila appendiculata var. piluliformis (Bull.) Kühner & Romagn. 1953 in Fl. anal. Champ. sup.: 365 ("pilulaeformis")

Psathyrella appendiculata var. piluliformis (Bull.) Svrcek & Kubicka 1964 in Ceská Mykol. 18: 173

Psathyrella piluliformis (Bull.) P. D. Orton 1969 in Notes R. bot. Gdn. Edinb. 29: 116

Psathyrella alaskaensis A.H. Sm., Mem. N. Y. bot. Gdn 24: 113 (1972)

Psathyrella deceptiva A.H. Sm., Mem. N. Y. bot. Gdn 24: 116 (1972)

Psathyrella ogemawensis A.H. Sm., Mem. N. Y. bot. Gdn 24: 115 (1972)

Psathyrella subpapillata (P. Karst.) Schulm., Karstenia 3: 28 (1955)

 

Sistematica: Psathyrellaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo 7-25 mm, all’inizio emisferico, presto paraboloide, poi convesso, privo di umbone o con largo umbone ottuso, margine quasi mai completamente disteso. Fortemente igrofano. Cuticola liscia o spesso rugulosa, separabile per un breve tratto, margine liscio o striato per trasparenza con l'umidità. Colore più o meno marcato in relazione alla percentuale di umidità assorbita, da ocra-rossastro a terra di Siena, sbiadente all’ocra-giallastro con il secco; marrone-rossastro negli exsiccata. Resti di velo effimeri.

Lamelle adnate, fitte, intercalate da 1/3 lamellule, biancastre da giovani, ocra-brunastre a maturità; filo lamellare finemente crenulato, concolore o appena più chiaro.

Stipite 10-35 x 3-4,5 mm, sostanzialmente cilindrico, appena leggermente allargato verso la base, all'inizio di colore biancastro, poi ocraceo, all'apice finemente pruinoso per un breve tratto, da nudo a leggermente fibrilloso verso il basso, fragile, cavo.

Carne "in exsiccatum" fragile e poco consistente, grigiastra, odore e sapore non testati.

Descrizione microscopica della raccolta
Spore (4,5) 4,9 - 5,2 - 5,6 (6,3) x (2,7) 2,9 - 3,1 - 3,2 (3,5) µm, Q. = (1,4) 1,6-1,9 (2,2); Q.m. = 1,72; Vol. = (18,6) 21,2-29,8 (32,6); Vol.m. = 25,5 µm³, ellissoidi in proiezione ventrale, faseoliformi in proiezione laterale. All’interno sono visibili una o due gocce oleose. Spesso con apice leggermente appiattito. Poro germinativo piccolo, spesso visibile con difficoltà sotto forma di callus. Appendice ilifera poco visibile. Al microscopio ottico, in KOH, di colore giallo-verdastro, bruno-verdastro.

Basidi (18,1) 18,4 - 21,7 - 25,4 (25,5) x (5,8) 5,8 - 7,0 - 9,8 (9,9) µm, Q.m. = 2,97, Vol.m = 717 µm³, strettamente clavati, tetrasporici.

Cellule marginali (20,0) 20,7 - 23,8 - 28,7 (30,4) x (11,1) 11,4 - 14,5 - 17,6 (17,9) µm, Q. m. = 1,68, V. m. = 2982 µm3, da subglobose a sferopeduncolate, ialine o con leggero pigmento membranario giallastro.
Cheilocistidi (22,4) 25,9 - 29,9 - 34,5 (35,2) x (7,9) 9,0 - 10,6 - 14,4 (14,6) µm, Q. m. = 2,68, V. m. = 2191 µm3 pleurocistidioidi, ialini, privi di con muco all'apice, densamente disposti lungo tutto il filo lamellare. Filo lamellare sterile, composto da un misto di cheilocistidi e cellule marginali.

Pleurocistidi (29,0) 30,1 - 33,6 - 37,4 (38,9) x (10,0) 10,5 - 11,9 - 15,1 (17,1) µm, Q. m. = 2,70, V. m. = 3006 µm3, da strettamente a largamente fusiformi, strettamente utriformi, clavati principalmente, da cortamente a lungamente peduncolati, alle volte con parete leggermente inspessita, ialini. Mediamente numerosi.

Trama lamellare formata da fisaloife inflate, con diametro (9,5) 9,9 - 15,8 - 20,4 (21,5) µm, ialine o con leggero pigmento membranario giallastro.

Pileipellis formata da una suprapellis di tipo imeniderma composto da cellule sferopeducolate, misuranti (17,3) 17,5 - 31,9 - 42,8 (43,7) x (12,6) 13,1 - 22,9 - 40,6 (42,6) µm, Q. m. = 1,26, V. m = 13873 µm3, ialine o con leggero pigmento membranario giallastro e da una subpellis composta da fisaloife inflate, ialine. Pileocistidi non osservati.

Caulopellis formata da una cortex di ife parallele, filamentose, settate, con diametro (2,6) 2,9 - 4,0 - 4,6 (4,7) µm, quelle interne con diametro (4,5) 6,3 - 10,6 - 22,3 (23,3) µm.

Caulocistidi pleurocistidioidi (27,8) 28,5 - 36,3 - 47,3 (48,3) x (6,3) 7,5 - 8,5 -11,6 (13,1) µm, Q. m. = 4,18, V. m. = 1875 µm3, frammisti a rare cellule sferopeduncolate (10,7) 12,8 - 15,0 - 24,5 (46,1) x (3,0) 6,6 - 8,6 - 12,2 (13,0)

µm, Q. m. = 2,46, V. m. = 892 µm3, da subglobose a sferopeduncolate, ialine o con leggero pigmento membranario giallastro, ialini, a parete sottile, presenti a gruppetti sporadici, all'apice dello stipite discendenti per un breve tratto.
Giunti a fibbia presenti nei tessuti da noi osservati.


Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato in KOH 2%. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6 % per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale senza tener conto dell'apiculo, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Le misure sottolineate si riferiscono alle medie. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga1998: Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary. Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata ed i nomi degli Autori, abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx . Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Osservazioni
Psathyrella hydrophila si riconosce abbastanza agevolmente, per il suo modo di crescita fascicolato, l’igrofaneità spiccata dei basidiomi e la crescita lignicola, su ceppaie di latifoglia. Non ci è nota una crescita terricola, tra Funaria hygrometrica in luoghi combusti, come nel nostro caso.

Il suo quadro microscopico è abbastanza caratteristico, soprattutto per quanto riguarda le spore, le quali sono di piccola taglia e con poro germinativo molto piccolo, al microscopio ottico, con KOH, assumono un colore giallo-verdastro chiaro. Contribuiscono all’opera di riconoscimento i pleurocistidi da strettamente utriformi a strettamente fusoidi, i cheilocistidi pleurocistidioidi, frammisti a numerosi paracistidi sferopeduncolati.
In questa occasione, al contrario di altre raccolte da noi studiate in passato, ci siamo trovati di fronte a basidiomi di taglia minuta il che ci da’ un quadro più ampio della diversità di taglia e aspetto che il taxon può assumere.


Dati della raccolta e Habitat
N. scheda: 1866. Data di ritrovamento: 01/11/2012. Località: Castagneto di Senarica. Comune: Crognaleto (TE). Coordinate geografiche: 42°32'47.66"N 13°29'16.96"E. Altezza slm: 800. Habitat: Nel castagneto, nella terra, tra Funaria hygrometrica e residui carboniosi. Legit: Bruno de Ruvo. Determinatore: Marino Zugna.

Data inserimento in erbario: 10/03/2013                                                                 


Bibliografia
CONSIGLIO, F. (2000) : Contributo alla conoscenza dei Macromiceti dell´Emilia-Romagna. XX. Genere Psathyrella. - Boll. Gr. Micol. G. Bres. (n. s.) 43 (1): 31-44.
BREITENBACH, J., KRÄNZLIN, F. (1995): Pilze der Schweiz 4. - Luzern: Mykologia.
FOUCHIER, F. (1995): Le genre Psathyrella (Fr.) Quél. Flore des espèces européennes et méditerranéennes. Monographies mycologiques 1. Féd. Ass. Mycol. Médit., Montpellier: 1-97.
KITS VAN WAVEREN, E. (1985): The Dutch, French and British species of Psathyrella. - Persoonia, Suppl. 2. - Leiden: Rijksherbarium. - (1987): Additions to our monograph of Psathyrella. - Persoonia 13(3): 327-368. - (1988): KÜHNR, R., ROMAGNESI, H. (1953): Flore Analytique des Champignons Supérieurs. - Paris: Masson.
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
MELZER A., 2013 – Die Gattung Psathyrella in Europa http://www.vielepilz.../psat/psat.html.

 

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Psathyrella hydrophila

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Psathyrella hydrophila
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Spore di Psathyrella hydrophila - foto di Marino Zugna
 
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Conocybe
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Coprinus
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Gomphidius
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Gymnopus
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Hygrophorus
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Lentinus
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