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Russula decipiens
Funghi
venerdž 22 marzo 2013

Una Russula dai bei colori rossastri dal nome di specie decipiens (che inganna), determinata alla grande dal solito Marino Zugna del Forum AMB di Muggia
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Russula decipiens (Singer) Svrcek, Ceská Mykologie, 21 (4): 228, 1967

 

Basionimo: Russula maculata var. decipiens Singer, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. 46: 212 (1931).

Sinonimi: Russula decipiens (Singer) Kühner & Romagn., Fl. Analyt. Champ. Supér. (Paris): 465 (1953).

Russula maculata var. decipiens Singer, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. 46: 212 (1931) [1930].

 

Sistematica: Russulaceae, Russulales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi.
  

Descrizione macroscopica della raccolta

Pileo diametro 50-100 mm, carnosetto, all’inizio subgloboso poi convesso, infine espanso con porzione discale depressa; margine diritto, intero, grossolanamente scanalato con l’umidità; cuticola separabile per un buon tratto, con l’umidità liscia ed un po’ nodulosa, nel secco opaca, non screpolata; sostanzialmente di colore rosso-arancio (rosso-vinoso nell’exsiccata), giallo-arancio nella porzione discale alle volte decorata da piccole macule giallo-arancio nella porzione peridiscale.

Lamelle da adnate ad appena decorrenti, sinuosette, leggermente falciformi, mediamente fitte, piuttosto spesse, poco intervenate ai seni, saltuariamente bifide, lamellule da molto scarse a sporadiche; all’inizio di colore crema poi giallo carico; filo lamellare concolore.

Stipite 40-80 x 10-25 mm, cilindrico, con apice leggermente svasato all’inserzione lamellare e base da uguale ad appena più larga. Finemente pruinoso all’estremo apice, liscio, ruguloso e corrugato più in basso, di colore bianco, alle volte leggermente macchiato di ocra verso la base. Sodo, pieno, infine farcito.

Carne dura e soda, all’inizio bianca, tendente con l’umidità ad ingrigire leggermente sia nella corteccia che nel midollo. In un caso con leggero imbrunimento nella zona fratturata della corteccia stipitale,

Sapore nel exsiccata lentamente piccantino dopo prolungata masticazione. Odore non rilevato.
Sporata "ottenuta su vetrino posto in exsiccatum" gialla = IVc Cod. Rom.

Reazioni microchimiche: cistidi imeniali sensibili alla SV (rosso vinaccia). Dermatocistidi sensibili alla SBA (grigio-nerastri), privi di incrostazioni dopo passaggio in Fucsina fenolica + Acido Cloridrico. Reazioni macrochimiche non testate.


Descrizione microscopica
Spore (7,4) 8,0- 8,3 -9,3 (10,0) x (6,6) 6,9- 7,1 -7,8 (8,1) µm, Q. = (1,0) 1,1-1,2 (1,3); Q.m = 1,18; Vol. = (172) 210-294 (336); Vol.m = 248 µm³; obovoidi, ornamentazione formata da verruche coniche, da appuntite a tronche, alte 0,6 - 0,8 - 1,2 µm, isolate o riunite in brevi creste collegate da basse connessioni, in alcuni casi zebrate, alle volte a formare un accenno di reticolo. Plaga ilifera fortemente amiloide.

Basidi 40,5- 48,1 -54,7 x 11,4- 12,5 -15,2 µm, Vol.m.= 4158 µm3, clavati, tetrasporici, spesso bisporici, sterigmi lunghi fino a 11 µm.

Cistidi imeniali 51,9- 78,9 -91,4 x 10,7- 12,3 -14,5 µm, Vol.m.= 6239 µm3, fusiformi, con o senza papilla apicale, abbastanza abbondanti, sensibili alla SV (rosso vinaccia).

Pileipellis formata da peli cilindrici, con diametro (1,6) 1,8-3,1 (3,9) µm, in qualche caso leggermente nodulosi ai setti, con apice di pari spessore o attenuato.

Dermatocistidi esclusivamente unicellulari, clavati, in alcuni casi strettamente fusiformi, mai diverticolati, con apice più o meno attenuato e non papillato, ventre largo (4,5) 7,0-10,2 (11,4) µm, lunghi fino a 120 µm, numerosissimi, sensibili con SBA (grigio-nerastri).


Materiali e Metodi
La descrizione macroscopica è stata eseguita foto digitali relative alla raccolta. Lo studio microscopico è stato effettuato su materiale secco, reidratato con KOH 2%.

I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O, oppure, per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari, rosso Congo Ammoniacale 6%. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l’accertamento di amiloidia delle spore e la loro ornamentazione. Sulfovanillina (SV) per testare la reattività di cistidi imeniali. Sulfobenzaldeide (SBA) per testare la reazione dei dermatocistidi. Fucsina fenolica + Acido Cloridrico per testare eventuali incrostazioni acido resistenti presenti nei dermatocistidi. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tener conto di eventuali ornamentazioni, le quali, salvo specifiche, si sono misurate a parte. Le misure sottolineate si riferiscono alle medie. Per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Le misure dei cistidi sono comprensive dell’eventuale papilla.
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all’Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione.
Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di un corpo-macchina Reflex Canon EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Habitat e raccolte

N. scheda: 5024. Data di ritrovamento: 20/09/2012. Località: Cesa. Comune: Rocca Santa Maria. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza slm: f. 3. Habitat: Bosco di latifoglia mista con prevalenza di Castanea sativa e Quercus cerris. Legit: de Ruvo B. Determinatore: Zugna M. Data inserimento in erbario: 21/03/2013.
 

Osservazioni

Per la peculiarità dei suoi caratteri anatomici, R. decipiens trova posto nella Sottosezione Urentes, Serie Decipiens, assieme ad un piccolo gruppo di taxa più o meno a lei simili, tutte con carne più o meno ingrigente, spore di media taglia e dermatocistidi unicellulari, esse sono: R. deceptiva Romagn. 1967; R. cristata Romagn. 1962; R. subcristulata Romagn. 1962; R. romagnesii Singer ex Romagn., tutte specie poco note ed a noi sconosciute.

Altre specie che potrebbero confondersi sono: Russula maculata Quél. 1877, la quale possiede carne ingiallente, ed un diverso quadro microscopico identificato nelle spore di taglia leggermente superiore e nei dermatocistidi in prevalenza pluricellulari o solo saltuariamente con prevalenza di cistidi unicellulari ma sempre frammisti ad una percentuale, se pur minima, di cistidi pluricellulari. R. globispora, anch’essa a carne ingiallente, possiede spore verrucoso-echinulate di dimensione 9,5-12 (13) x 8,2-11 (12) µm.
 

Bibliografia
Bon M. (1988) - Clé monographique des russules d’Europe, Doc. myc Tome XVIII - N° 70-71.
Bresadola G. -Iconografia Micologica - vol. IV, 1930.

Cetto, B. (1989-1993) - I funghi dal vero, I-VII. Saturnia, Trento.
Cesalena Z. (1991) – Il genere Russula. Gruppo Micologico Bresadola – Vigevano.
Donelli G. (2003) - Genere Russula: nuove ipotesi sulla delimitazione dei taxa della sottosezione olivaceinae. Micologia e Vegetazione Mediterranea. Volume XVIII n.2 2003.Galli R. (1996) - Le russule Ed EN – EDINATURA.
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
Kränzlin F. (2005) - Champignons de Suisse. Tome 6. Russulaceae. Luzern, 340 pp.
Romagnesi H. (1967) - Les Russules d’Europe et d’Afrique de Nord. Bordas, Paris.
Sarnari M. (1998) - Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Tomo primo.
Sarnari M. (2005) - Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Tomo secondo.

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Russula decipiens
 

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Entoloma vindobonense
Funghi
mercoledž 20 marzo 2013

Sembrerebbe il primo ritrovamento segnalato in Italia, merito dei nostri luoghi favolosi e della bravura dell'amico Marino Zugna del Forum AMB di Muggia , eccone la scheda

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Entoloma vindobonense Noordel. & Hauskn., in Noordeloos, Entoloma s.l., Fungi Europaei vol. 5: 907 (2004)
 

Sistematica: Entolomataceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

 

Descrizione macroscopica della raccolta

Basidiomi di portamento collibioide, di piccola taglia, carne esigua, crescita prativa, simile a E. sericeum.

Pileo largo 15-35 mm, all’inizio emisferico, presto convesso, infine espanso con largo e basso umbone ottuso, depresso in periferia, margine a lungo involuto, intero, non striato o solo leggermente per trasparenza con tempo umido. Igrofano. Rivestimento pileico glabro, molto finemente fibrilloso, da lucido a opaco a seconda del grado di umidità dell’aria; colorazioni pileiche tendenzialmente grigio-marrone, bruno-marrone scuro, , schiarente al margine, bruno-marrone-testa di moro negli esemplari posti in exsiccata.

Lamelle strettamente adnate, ventricose, inframezzate da 1-3 lamellule, in gioventù di colore biancastro-grigiastre, presto rosa-grigiastre, infine brunastre, filo lamellare concolore, molto finemente eroso.      

Stipite 20-35 x 3-5 mm, sostanzialmente cilindrico ma anche leggermente svasato all’apice e appena allargato alla base; di colore bruno-marrone, più chiaro in basso. Superficie liscia e finemente pruinosa nella porzione apicale, longitudinalmente striata e ornata da sottili e corte fibrille verso il basso. Base in parte, rivestita da feltro miceliare di colore bianco. Di aspetto esile, facilmente fratturabile, da giovane pieno ma presto cavo.

Carne esigua, acquosa, di colore bruno-grigiastro. Odore non testato.

Sapore non testato nel fresco, di scorza d’anguria o di cetriolo nell’exsiccata.                  

Sporata rosato-rugginosa.

 

Descrizione microscopica della raccolta
Spore (8,0) 8,4 - 8,9 - 9,5 (10,0) x (7,1) 7,6 - 8 - 8,7 (9,4) µm, Q. = (1,0) 1 - 1,2 (1,3); Q.m = 1,1; Vol. = (226) 260- 376 (440); Vol.m = 311 µm³, ialine, da isodiametriche a subeterodiametriche, in proiezione laterale con 5-6 angoli, parete leggermente inspessita, l’interno con una o più gocce oleose, apicolo prominente.

Basidi 27,5 - 40,7 x 10,7 - 12,5, Q.m = 3,04; Vol.m = 2352 µm³; claviformi, tetrasporici.
Cheilocistidi non osservati. Filo lamellare fertile.

Trama lamellare parallela, formata da ife cilindriche, settate 18,4 - 125,0 x 5,5 - 12,6 µm, con leggero pigmento intracellulare e parietale incrostante.
Pileipellis costituita da una cutis di ife cilindriche, con 2,5 - 4,0 µm di diametro, in H2O si evidenzia un pigmento intracellulare brunastro e parietale fortemente incrostante di colore bruno scuro.

Pileitrama regolare, formata da ife cilindriche, settate, 25,0 - 75,0 x 10,0 - 16,6 µm, ialine o con leggero pigmento intracellulare e parietale incrostante. Pileocistidi non osservati.

Stipitipellis in cutis, formata da ife cilindriche, settate, con diametro 6,8 - 11,7 µm.

Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti da noi indagati, non abbondanti.

 

Dati di ritrovamento

N. scheda: 5012. Data di ritrovamento: 16/12/2012. Località: Pietracamela. Comune: Teramo. Coordinate geografiche: 42°31'22.97"N 13°33'12.21"E. Altezza slm: f. 3. Habitat: In prato muscoso, nei pressi di Juniperus sp. Legit: de Ruvo B. Determinatore: Zugna M.

Data inserimento in erbario: 14/03/2013

 

Materiali e metodi

Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato in KOH 2%. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6 % per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale senza tener conto dell'apiculo, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Le misure sottolineate si riferiscono alle medie. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga1998: Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary. Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata ed i nomi degli Autori, abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx . Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.
 

Osservazioni

La raccolta in oggetto di studio possiede tutte le caratteristiche per essere associata al Taxon presupposto.

In calce alla descrizione originale, nelle note relative alla nuova specie, gli Autori sottolineano il fatto della somiglianza con E. sericeum, dal quale si differenzia principalmente per la diversa struttura della trama pileica.

A quanto ci è dato a sapere, si tratta della prima segnalazione di raccolta per il territorio italiano.

Diagnosi originale http://www.cbs.knaw....0483&Fields=All


BIBLIOGRAFIA
Breitenbach, J., KrÄnzlin, F. - 1995: Champignons de Suisse. Tome 4. - Lucerne: Mykologia.

Consiglio G. - 1997: Contributo alla conoscenza dei macromiceti dell'Emilia-Romagna. IV. Genere Entoloma. XL (1).

Consiglio G. - 2000: Contributo alla conoscenza del Genere Entoloma. Parte seconda. XLIII (3): 211-226.

Noordeloos M.E. - 1992: Entoloma s.l. - Saronno: Giovanna Biella.

Noordeloos M.E, - 1998: Flora Agaricina Neerlandica n° 1: 96-97.
Noordeloos M.E. & Hausknecht A. - 2000: Tre nuove Entolomataceae (Agaricales) dall'Italia. BGMB 43(3): 23-33.
Noordeloos M.E. - 2004: Entoloma s.l. Supplemento. - Alassio: Massimo Candusso.
JORDI VILA & FERRAN CABALLERO -  2007: Fungi non delineati. XXXVIII - Entoloma nuevos o interesantes de la Península Ibérica. Edizioni Candussa, I – Alassio – (SV) 2007.

 

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Entoloma vindobonense

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Russula vinosobrunnea var. paraolivacea
Funghi
mercoledž 20 marzo 2013

Bel mio ritrovamento in zona Ceppo ed ottima scheda dll'amico Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

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Russula vinosobrunnea var. paraolivacea Bon, Bull. trimest. Féd. Mycol. Dauphiné-Savoie 27(no. 108): 12 (1988)
 

Sistematica: Russulaceae, Russulales, Incertae sedis, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi.
 

Diagnosi originale

Russula vinnosobrunnea var. paraolivacea M. Bon. - Bull. Féd. Myc. Dauphiné-Savoie n°108, janvier 1988.

A typo differt statura plus minusve robusta (R. olivaceae instar), pileo usque 12 (15) cm, primum plus minusve viridi vel olivaceo, deinde rubro-carmineo vel vivide rubro-vinaceo; stipite usque 9(11) x 3(4) cm, albido vel albido-roseo, raro deorsum plus minusve rubrotincto, sporis subglobosis 8-10 x 7,5-9 μm, verrucis cristatis. Cystidia cuticulaque sicut in typo. Sub Quercubus ilicibus calcareis. Holotypus n° 87170 in herbario MB.

 

Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo diametro 80-120 mm, carnoso, all’inizio subgloboso poi convesso infine espanso con porzione discale depressa, margine diritto, intero, non striato; cuticola separabile per un breve tratto, da liscia ed un po’ untuosetta ad opaca, non screpolata; di colore verdognolo, giallo-verdognolo, a zone con una leggera nuance crema-rosata, alle volte decorata da piccole macule rugginose nella porzione peridiscale.
Lamelle adnate, diritte, non decorrenti all’inserzione, mediamente fitte, piuttosto spesse, intervenate ai seni, in qualche caso bifide, saltuariamente anastomosate, prive di lamellule; di colore all’inizio crema più o meno carico poi giallo forte; filo lamellare, concolore.

Stipite 50-100 x 10-30 mm, cilindrico, con apice leggermente svasato all’inserzione lamellare e base leggermente ristretta. Perpendicolarmente ruguloso, corrugato, di colore bianco, macchiato di ocra giallastro verso il basso. Sodo, pieno, infine farcito.
Carne dura e soda, completamente bianca anche sotto la cuticola, ocracea solo per corruzione.

Sapore dolce. Odore non rilevante.
Sporata "ottenuta su vetrino posto in exsiccatum" gialla = IVa Cod. Rom.

Reazioni macrochimiche: FeSo4 = rosso-arancio intenso. Guaiaco = (su exsiccatum) lentamente verde. Fenolo = (su exsiccatum) vinaccia dopo un paio di minuti, verde dopo alcune ore.

Reazioni microchimiche: cistidi imeniali insensibili alla SBA; Ife della pileipellis insensibili alla SBA, non incrostate dopo passaggio in Fucsina fenolica.           


Descrizione microscopica
Spore (8,0) 8,2 - 8,5 - 9,6 (11,1) x (6,5) 6,9 - 7,1 - 8,0 (8,7) µm, Q. = (1,1) 1,1 - 1,2 (1,3); Q.m = 1,20; Vol. = (189) 206-326 (411); Vol.m = 263 µm³; obovoidi, ornamentazione formata da verruche coniche o tronche, alte (0,6) 0,8 - 0,9 -1,5 (1,7) µm, isolate o riunite in brevi creste isolate o unite da basse connessioni, alle volte zebrate, mai a formare un reticolo. Plaga ilifera amiloide.

Basidi 44,4 - 52,5 - 64,3 x 11,9 - 13,4 - 14,7 µm, Vol.m.= 5085 µm3, clavati, tetrasporici, clavati.

Cistidi imeniali 60,7 - 100,4 x 9,4 - 13,3 µm, Vol.m.= 5113 µm3, fusiformi, privi di papilla apicale, abbastanza rari, insensibili con SBA.

Pileipellis omogenea, priva di dermatocistidi e di ife incrostate, formata da peli abbondantissimi, lunghi e sottili, con diametro 2,2 - 4,8 µm, cilindrici, da non settati a due o tre volte settati, con apice di pari spessore, in alcuni casi leggermente allargato o in altri ancora appena attenuato. Frammisti ad essi, ma meno frequenti, si evidenziano un ulteriore tipologia di ife (primordiali non incrostate), queste sono multisettati, con apice affusolato e di maggior spessore 3,9 - 7,8 µm.

Pileocistidi assenti. Tutti gli elementi cuticolari risultano insensibili con SBA. Ife della pileipellis non incrostate dopo trattamento con Fucsina fenolica.

Stipitipellis priva di laticiferi.

Caulocistidi assenti.


Materiali e Metodi
La descrizione macroscopica è stata eseguita foto digitali relative alla raccolta. Lo studio microscopico è stato effettuato su materiale secco, reidratato con KOH 5%, H2O, secondo necessità.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O, oppure, per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari, rosso Congo Ammoniacale 6%. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l’accertamento di amiloidia delle spore e la loro ornamentazione. La Sulfobenzaldeide (SBA), per testare la reattività di cistidi imeniali, dermatocistidi e caulocistidi. Fucsina fenolica + acido Cloridrico, per testare l’eventuale presenza di incrostazioni nelle ife della pileipellis.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature e senza tener conto di eventuali ornamentazioni, le quali, salvo specifiche, si sono misurate a parte. Le misure sottolineate si riferiscono alle medie. Per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Le misure dei cistidi sono comprensive dell’eventuale papilla.
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all’Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione.
Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di un corpo-macchina Reflex Canon EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Habitat e raccolte

N. scheda: 5019. Data di ritrovamento: 04/10/2012. Località: San Biagio. Comune: Rocca Santa Maria. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza slm: f. 3. Habitat: Bosco misto, nei pressi di Quercus cerris, con alcuni esemplari di Castanea sativa nelle immediate vicinanze e alcuni esemplari di Fagus sylvatica in lontananza. Legit: Bruno de Ruvo. Determinatore: Marino Zugna.

Data inserimento in erbario: 15/03/2013.

Osservazioni

R. vinosobrunnea var. paraolivacea si colloca nel Sottogenere incrustatula Romagn., Sezione Amethystinae Romagn., Sottosezione Olivaceinae Singer, assieme a R. olivacea (Schaeff.) Fr., (1838); R. alutacea (Fr.) Fr (1838); R vinosobrunnea (Bres.) Romagn. (1967).

Nel corso del nostro studio abbiamo riscontrato delle caratteristiche che c’hanno indotto a perorare questa ipotesi determinativa. Esse sono, innanzitutto, l’ornamentazione sporale crestato-zebrata, con verruche alte fino a 1,7 µm e la pileipellis formata, principalmente, da peli sottili e distanziati nei setti. Macroscopicamente, i colori olivacei concorrono a sostenere questa presunta determinazione.

Per un ulteriore approfondimento sulle Olivaceinae si consiglia la lettura dell’ottimo articolo di (Donelli 2003).


Bibliografia
Bon M. (1988) - Clé monographique des russules d’Europe, Doc. myc Tome XVIII - N° 70-71.
Bresadola G. -Iconografia Micologica - vol. IV, 1930.

Cetto, B. (1989-1993) - I funghi dal vero, I-VII. Saturnia, Trento.
Cesalena Z. (1991) – Il genere Russula. Gruppo Micologico Bresadola – Vigevano.
Donelli G. (2003) - Genere Russula: nuove ipotesi sulla delimitazione dei taxa della sottosezione olivaceinae. Micologia e Vegetazione Mediterranea. Volume XVIII n.2 2003.

Galli R. (1996) - Le russule Ed EN – EDINATURA.
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
Kränzlin F. (2005) - Champignons de Suisse. Tome 6. Russulaceae. Luzern, 340 pp.
Romagnesi H. (1967) - Les Russules d’Europe et d’Afrique de Nord. Bordas, Paris.
Sarnari M. (1998) - Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Tomo primo.
Sarnari M. (2005) - Monografia illustrata del Genere Russula in Europa, Tomo secondo.

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Russula vinosobrunnea var. paraolivacea
 

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Ecco i primi Marzuoli
Le notizie
venerdž 15 marzo 2013

Carissimi amici,

ricominciamo a darvi delle notizie di nascite dei funghi, piano piano riprenderemo il percorso che abbiamo interrotto a fine novembre.
A dare la sveglia è l'amico Sante che con la sua bravura ed esperienza ha scovato dei piccoli dormienti (Hygrophorus marzuolus), niente di particolare ma con un netto anticipo rispetto la stagione. Ora non pensate subito di andare a scovarli, da noi tarderanno ancora per un bel pò, la neve è tornata ma è un segnale molto importante.
Ringraziamo l'amico Sante a cui facciamo i nostri complimenti.

Ciao a tutti

bruno

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Panaeolus acuminatus var. cephalocystis
Funghi
giovedž 14 marzo 2013

Proseguono le raccolte e lo studio di funghi del Castagneto di Senarica, la collaborazione con l'amico Marino Zugna del Forum AMB di Muggia continua incessante e porta nuovi frutti come questo bel ritrovamento di specie non comune.
Eccovi la scheda

Panaeolus acuminatus var. cephalocystis E. Ludw., Pilzkompendium (Eching) 1([2]): 492 (2001)

 

Posizione sistematica: Incertae sedis, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo alto 5-10 x 15-20 mm, da emisferico a conico-campanulato, mai completamente disteso, con piccolo umbone ottuso, margine intero, a lungo involuto, privo di residui velari, non striato o solo per trasparenza con il tempo umido. Cuticola igrofana, finemente vellutata, da liscia a radialmente rugulosa; di colore grigio-brunastro, marrone-brunastro, testa di moro con l'umidità, con il secco ocraceo con lievi riflessi rosati.
Lamelle adnate, ventricose, fitte, inframezzate da 2-3 lamellule di diversa lunghezza, all'inizio grigiastre, infine maculate, filo finemente forforaceo, più chiaro delle facce.
Stipite 45-50 x 1,5-2 mm, cavo, diritto, cilindrico, leggermente svasato all'apice e con base allargata in un piccolo bulbo largo fino a 5 mm, liscio, finemente forforaceo nella porzione apicale, longitudinalmente striato e fibrilloso nella rimanente superficie. All’inizio di colore grigiastro, via via tendente al bruno-ocra, più scuro nella porzione basale e dove manipolato; base ricoperta da un sottile feltro biancastro e numerosissimi residui di substrato.

Carne scarsa, bianco-grigiastra nel pileo, ocracea nello stipite. Odore non testato, sapore dolce nel secco.
Sporata non ottenuta.


Descrizione microscopica della raccolta
Spore misure in proiezione frontale (9,7) 10,5 - 11,4 - 12,7 (13,3) x (7,6) 8,2 - 8,8 - 9,5 (10,4) µm, Q. = (1,0 )1,2 - 1,4(1,6); Q.m = 1,3; Vol. = (341) 387-569 (636); Vol.m = 477 µm³; da citriformi a lievemente angolose.

Misure in proiezione laterale (9,8) 10,3 - 11,1 - 12,6 (12,8) x (5,6) 6,2 - 6,9 - 7,8 (8,2)    µm, Q. = (1,4) 1,4-1,7 (1,9); Q.m = 1,6; Vol. = (174) 207-386 (452); Vol.m = 291,3 µm³ visibilmente appiattite, da ellissoidi a subamigdaliformi. Lisce, opache, nerastre in H2O, marroni in KOH, parete larga fino a 1,40 µm, poro germinativo centrale, alle volte leggermente eccentrico, largo fino a 2,0 µm.

Basidi (25,8) 26,0 - 26,8 - 30,2 (30,7) x (9,6) 9,7 - 11,0 - 12,3 (13,0) µm, Q.m = 2,52; Vol.m = 1759 µm³; largamente clavati, spesso con leggera strozzatura mediana, tetrasporici.

Trama lamellare regolare, costituita da ife con diametro 3,5-10 µm.

Cheilocistidi (23,2) 25,8 - 26,9 - 40,6 (55,5) x (3,4) 4,7 - 6,2 - 8,5 (9,4) x (1,9) 2,5 - 2,8 - 4,5 (5,3) µm, in maggioranza di tipologia sublageniforme con collo ondulato e apice da appena allargato o subcapitulato, largo 5-6 µm, minor numero  di tipologia subcilindrica e flessuosa con apice da affusolato a ristretto, da ialini a con contenuto giallo-brunastro, spesso con l’apice rivestito di una sostanza congofila amorfa, frammisti a paracistidi (11,4) 11,6 - 13,8 - 16,4 (16,5) x (6,4) 7,0 - 9,0 - 10,5 (11,2) µm, Q.m = 1,60; Vol.m = 618 µm³; sferopeduncolati.

Filo lamellare sterile.

Pleurocistidi non osservati.

Pileipellis di tipo imeniderma, formata da cellule di tipologia largamente clavata con stretto e lungo peduncolo, misuranti 21,2-33,5 x 8,7-22,9 µm, Q.m = 1,90; Vol.m = 4178 µm³.

Pileocistidi (33,2) 36,0 - 39,6 - 42,0 (44,6) x (5,2) 5,0 - 5,8 - 5,0 (6,5) x (1,9) 2,0 - 2,5 - 2,0 (3,0) µm, da sublageniformi a subcilindrici con apice affusolato, con contenuto giallo-brunastro o ialini.

Pileitrama formata da ife ialine, cilindriche, settate, misuranti 3,8-24,1 µm,

Stipitipellis formata da ife parallele, cilindriche, finemente incrostate, ialine, le più esterne spesse 2,2-6,9 µm, quelle interne 7,8-18,8 µm.

Caulocistidi (25,5) 37,2 - 41,1 - 66,8 (75,5) x  (3,7) 5,5 - 7,0 - 9,9 (11,3) x (2,2) 3,4 - 3,7 - 7,1 (25,4), da sublageniformi a subcilindrici, con apice di uguale spessore o più raramente subcapitulato, flessuosi, ialini, disposti in fitti mazzetti nella porzione superiore dello stipite, frammisti a paracistidi sferopeduncolati (16,0) 16,3 - 19,2 - 30,1 (42,5) x (5,2) 6,4 - 7,2 - 9,0 (9,7) µm, Q.m = 3,12        ; Vol.m = 679 µm³.
Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti osservati.


Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato in KOH 2%. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6 % per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 150 unità, effettuate 50 in proiezione laterale le altre 100 in proiezione frontale, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Le misure sottolineate si riferiscono alle medie. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary).

Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all'Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati di raccolta e Habitat

N. scheda: 2427. Data di ritrovamento: 01/11/2012. Località: Castagneto di Senarica. Comune: Crognaleto (TE). Coordinate geografiche: 42°32'47.66"N 13°29'16.96"E. Altezza slm: 800. Habitat: In bosco rado di Castanea sativa, Quercus cerris e Fagus sylvatica, su terra nuda frammista a numerosi residui carboniosi. Legit: Bruno de Ruvo. Determinatore: Marino Zugna.

Data inserimento in erbario: 11/03/2013.
 

Osservazioni
P. acuminatus var. acuminatus (Schaeff.) Quél. 1874, cresce nei pascoli bovini, su terreno molto concimato, più raramente direttamente sullo sterco, possiede cheilocistidi slanciati, non capitulati.

P. acuminatus var. cephalocystis, cresce su terreno bruciato e possiede cheilocistidi capitulati.

P. acuminatus var. quercicola Contu & Hauskn. 2003, cresce su legno marcescente di Quercus suber, possiede cheilocistidi e spore di misure con medie inferiori.

P. acuminatus var. rickenii (Hora) P. Roux, Guy García & Charret 2006, viene da molti  considerato un sinonimo di P. acuminatus var. acuminatus (Doveri 2004).


Bibliografia
Bon M. (1992) - Clé monographique des espèces galero-naucorioides. Doc. Mycol., XXI(84): 1-84.
Bon M. & Cortequisse R. 2003. Clé de Détermination du genre Panaeolus (Fr.) Quélet. Doc. Mycologique p. 75-93.
Breitenbach, J. & Kränzlin, F. (1995) - Champignons de Suisse. Tome 4. Edition Mykologia, Lucerne (Suisse).
Cacialli G., Caroti V. & Doveri F., 1995. Funghi fimicoli e rari o interessanti del litorale toscano. Schede di Micologia 1. A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici.
Doveri F., 2004. Funghi fimicoli Italici. A.M.B. Fondazione Centro Studi Micologici.
Gerhardt, E. (1996) - Taxonomische Revision der Gattungen Panaeolus und Panaeolina (Fungi, Agaricales, Coprìnaceae). E. Schweizerbart'sche Verlagsbuchhandiung. Stuttgart.
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
Ola'h, G.M. (1970) - Le genre Panaeolus. Essai taxinornique etphysiologique. Laboratoire de Cryptogamie du Museum National d'Histoire Naturelle. Paris.
Watling R. - 1982: British fungus flora, Agarics and Boleti. 3. Bolbitìaceae: Agrocybe, Bolbitius & Conocybe. Royal Botarne Garden. Edinburgh.
WATLING R. & BIGELOW H., 1983: Observations on the Bolbitiaceae - 22, in Mycotaxon XVII: 378-389
Watling, R. & Gregory, N.M. (1987) - British Fungus Flora. 5. Strophariaceae & Coprinaceae p.p. Hypholoma, Melanotus, Psilocybe, Stropharia, Lacrymaria & Panaeolus. Royal Botanic Garden, Edinburgh (United Kingdom).

 

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Panaeolus acuminatus var. cephalocystis

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Locandina Corsi Micologici
Le notizie
venerdž 08 marzo 2013

Le iscrizioni ai Corsi Micologici che si svolgeranno a Civitella del Tronto e a Teramo stanno rapidamente arrivando al limite massimo, quindi affrettatevi.
Il Corso di Teramo si svolgerà presso la Sala Conferenze della AUSL di Terramo C.da Casalena ogni martedì e giovedi dalle ore 20,00 alle ore 23.00

Il Corso di Civitella del Tronto si svolgerà presso la Sala Municipale di Via Mazzini ogni mercoledì e venerdì dalle ore 20,00 alle ore 23,00

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Corso di Micologia a Basciano
Le notizie
martedž 26 febbraio 2013

Dal 9 Aprile al 3 Maggio si svolgerà a Basciano un Corso di Micologia idoneo per ottenere il necessario attestato per la richiesta del Tesserino Regionale per la Raccolta Funghi.

Questo è il link:

COMUNE DI BASCIANO

ciao

bruno

 
Corsi di Micologia in Provincia
Le notizie
venerdž 22 febbraio 2013

Vi porto a conoscenza che sono in fase di programmazioni due Corsi Micologici idonei per il rilascio del Tesserino Regionale per la raccolta Funghi con annessi Corso di Rinnovo, il primo a Civitella del Tronto dal 3 al 26 Aprile e l'altro a Teramo ancora con calendario da definire.

Per iscrizioni collegatevi cliccando su AMENA

ciao

bruno

 
Entoloma papillatum var. cystidiophorum
Funghi
martedž 12 febbraio 2013

Bel ritrovamento di un piccolissimo fungo che ha impegnato non poco il Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggiia nell'individuazione del giusto epiteto.

Questa è la sua scheda:

Entoloma papillatum var. cystidiophorum

Vila, Noordel. & F. Caball., Fungi Non Delineati, Raro vel Haud Perspecte et Explorate Descripti aut Definite Picti 45: 82 (2008)


Sistematica: Entolomataceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Descrizione macroscopica della raccolta
Basidiomi di portamento micenoide, taglia da piccola a molto piccola, carne esigua, crescita boschiva in aghifoglia e latifoglia, abbastanza precoce.

Pileo 8-15 mm, all’inizio conico-campanulato, successivamente campanulato, infine espanso, porzione discale, solitamente con piccolo umbone, da ottuso a papillato, in qualche caso assente; margine intero, a lungo involuto, appena leggermente striato per trasparenza con tempo umido. Rivestimento pileico leggermente igrofano, glabro e lucido con l’umido, fibrilloso con il secco; colorazioni pileiche tendenzialmente bruno-rossastre, più o meno intense a seconda del grado di umidità, bruno-grigiastre con tempo secco. Exsiccatum nerastri.
Lamelle da annesse a quasi libere, ventricose, moderatamente spesse, piuttosto rade (in un esemplare maturo abbiamo contato 19 lamelle), inframezzate da 3-5 lamellule, raramente bifide, in gioventù di colore crema, presto rosa-bruniccio, infine grigio-brunastre: filo lamellare concolore, intero o molto finemente crenulato.   
Stipite 17-40 x 1,5-2 mm, d’aspetto molto esile, cilindrico, leggermente allargato alla base, concolore al pileo, vistosamente pruinoso nella porzione apicale, verso in basso longitudinalmente striato e ornato da fibrille biancastre, porzione basale ornata da un fine tomento di colore biancastro, base larga fino a 4 mm; cavo a maturità.
Carne esigua, acquosa, di colore bruniccio. Odore e Sapore nel fresco non testato, rancido nell’exsiccatum.

Descrizione microscopica della raccolta
Spore (10,5) 11,5-14,5 (16,0) x (8,0) 8,5-10,1 (11,0) µm, in media 13,05 x 9,26 µm; Q. = (1,1) 1,2-1,5 (1,7), Q.m = 1,41; Vol. = (377) 441-753 (895), Vol.m = 591µm³; eterodiametriche, con 5-6 angoli in proiezione laterale.
Basidi (31,8) 33,8-45,6 (47,4) x (10,3) 10,4-11,5 (11,6) µm; in media 39,3 x 10,9 µm, Q.m = 3,59; Vol.m = 2469 µm³; tetrasporici ed in parte bisporici, claviformi, più o meno pedicellati, con giunto a fibbia basale non sempre presente.
Trama lamellare parallela, formata da ife cilindriche, molto allungate, settate, con diametro (6,9) 8,3-19,1 (21,0) µm, con pigmento intracellulare brunastro, ed alle volte epiparietale molto finemente incrostante.
Cheilocistidi (22,0) 24,0-51,7 (59,9) x (3,0)3,4-5,4 (5,5) µm, apice (6,0) 6,4-8,9 (10,3) µm, in media 42,1 x 4,2 x 7,6 µm, flessuosi, da subcilindrici a strettamente clavati,
spesso settati alla base, in alcuni casi con apice subcapitulato, disposti singolarmente o in gruppetti di due, tre individui, frammisti ai basidi; filo lamellare fertile.
Pileipellis costituita da una cutis di ife cilindriche con diametro di (3,0) 4,5-10,4 (10,6) µm, in H2O si evidenzia un pigmento intracellulare ed epiparietale fortemente incrostante, entrambi di colore brunastro. Pileocistidi non osservati.
Stipitipellis costituita da una cutis di ife cilindriche con diametro di (3,1) 3,6-6,7 (6,8) µm, presente un pigmento intracellulare e epiparietale incrostante di colore brunastro.
Caulocistidi (23,7) 26,2-62,1 (66,6) x (2,6) 3,1-7,7 (8,9) µm, (2,7) 3,7-8,1 (8,8) µm, in media 41,2 x 5,5 x 5,46 µm, flessuosi, subcilindrici, in alcuni casi sublageniformi, in alcuni casi con apice subcapitulato, altre volte con apice bifido; numerosissimi, disposti in folti mazzetti nella porzione superiore dello stipite.
Giunti a fibbia presenti, ma non abbondanti, in tutti i tessuti investigati.

Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato con KOH 2%,  abbiamo usato una soluzione di H2O satura di zucchero per fissare le incrostazioni della pileipellis. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale senza tener conto dell’apiculo, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia.
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga1998: Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary.
Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata ed i nomi degli Autori, abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex Canon EOS 50D, posto sul trinoculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati di raccolta e Habitat
N. scheda: 4990. Data di ritrovamento: 21/10/2012. Località: Colle dell'Asino. Comune: PIETRACAMELA (TE). Coordinate geografiche: 42°29'53.18"N 13°31'11.6. Altezza slm: 1460. Habitat: In zona prativa, tra esemplari di Hieracium pilosella ed altre erbe prative, con presenza di Fagus sylvatica in lontananza. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento in erbario: 11/02/2013

Osservazioni
Per la somma delle caratteristiche microscopiche sopra descritte, E. papillatum var. cystidiophorum, si colloca nel Sottogenere Nolanea (Fr.: Fr.) Noordel., Sezione Papillata (Romagn.) Noordel., SottoSezione Papillata (Romagn.) Noordel., assieme ad altre otto entità elencate di seguito: E. papillatum (Bres.) Dennis 1953 var. papillatum; E. clandestinum (Fr.) Noordel. 1980; E. kerocarpus Hauskn. & Noordel. 1999; E. lucidum (P.D. Orton) M.M. Moser 1978; E. sericeonitens (P.D. Orton) Noordel. 1980; E. proterum Noordel. & Wölfel 1987; E. ortonii Arnolds & Noordel. 1979; E. violaceovernum Noordel. & Wölfel 1987. Macroscopicamente, tutti molto simili, dal punto di vista microscopico, tutte le specie su elencate si differenziano dalla raccolta in oggetto per la totale assenza di cheilocistidi.
Anche in questo caso possiamo segnalare la massiccia presenza di caulocistidi, situati nella porzione apicale dello stipite e discendenti per ¼ di stipite.

Bibliografia consultata
Breitenbach, J., KrÄnzlin, F., 1995: Champignons de Suisse. Tome 4. - Lucerne: Mykologia.
Consiglio, G. 1997: Contributo alla conoscenza dei macromiceti dell'Emilia-Romagna. IV. Genere Entoloma. XL 1: 3.
Consiglio, G. 2000: Contributo alla conoscenza del Genere Entoloma. Parte seconda. XLIII (3): 211-226.
Noordeloos, M.E., 1992: Entoloma s.l. - Saronno: Giovanna Biella.
Noordeloos, M.E., 1998: Flora Agaricina Neerlandica n° 1: 96-97.
Noordeloos, M.E. & Hausknecht A., 2000: Tre nuove Entolomataceae (Agaricales) dall’Italia. BGMB 43(3): 23-33.
Noordeloos, M.E., 2004: Entoloma s.l. Supplemento. - Alassio: Massimo Candusso.
JORDI VILA & FERRAN CABALLERO: 2007 - Fungi non delineati. XXXVIII - Entoloma nuevos o interesantes de la Península Ibérica. Edizioni Candussa, I – Alassio – (SV) 2007.

 

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Entoloma papillatum var. cystidiophorum

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Corso Micologico di Giulianova
Le notizie
lunedž 11 febbraio 2013

Le iscrizioni al Corso di Micologia di Giulianova che inizierà il 25 Febbraio sono chiuse per aver superato abbondantemente il numero di posti disponibili.
Si comunica che seguiranno altri Corsi a Civitella, Teramo e forse Atri , in più ci saranno corsi per solo rinnovo, seguiteci su questa pagina, .....e per i ritardatari......la prossima volta datevi una mossa...

saluti e arrivederci a Giulianova

bruno

 
Hebeloma velutipes Bruchet 1970
Funghi
mercoledž 13 febbraio 2008

Presento foto di diversi ritrovamenti di Hebeloma velutipes, determinazioni eseguite dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia , la scheda che leggerete riguarda una raccolta effettuata nelle Riserva del Borsacchio di Cologna Spiaggia Roseto, tale ritrovamento presente delle anomalie microscopiche e si tornerà a trovare i funghi nel medesimo sito per accertarne la stabilità dei caratteri.
Un grazie particolare all'amico Marino.

Hebeloma velutipes Bruchet, Bull. mens. Soc. linn. Lyon 39 (6 [Suppl.]): 127 (1970)


Basionimo: Hebeloma velutipes Bruchet, (197°: 127. Holotipe: France, Ain, Les Echets (LY).
Sinonimi: Hebeloma longicaudum sensu Lange (1938a).
Hebeloma subtestaceum (Batsch), (1789).
Hebeloma subtestaceum (Batsch) Kuyper, Persoonia, Suppl. 3: 236 (1986), non subtestaceum Murrill, (1917)
Hebelomatis velutipes (Bruchet) Locq., Fl. Mycol., 3. Cortinariales - A.: 146 (1979) [1977]

Sistematica: Strophariaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Quadro macroscopico della raccolta
Basidiomi tricolomatoidi, tozzi, di taglia medio-piccola, colori chiari, stipite pruinoso, cheilocistidi da clavati a cilindrico-capitulati, spore mediamente ornamentate, fortemente destrinoidi.
Pileo 30-55 mm, all’inizio subgloboso, presto piano-convesso, in seguito spianato con o senza accenno di umbone ottuso; margine cortamente involuto, delicatamente ondulato, occasionalmente fessurato. Cuticola eccedente, liscia e viscosetta con l’umidità, lucida con il secco, finemente forforacea all’orlo; color crosta di pane al disco, beige molto chiaro in periferia, a seconda dello stadio di umidità priva di evidenti resti velari.
Lamelle ventricose, smarginate, sinuosette, mediamente fitte, in gioventù di colore bianco-crema, in seguito crema-ocra, infine ocra-grigiastro; intercalate da 2-3 (5) lamellule. Filo lamellare finemente crenulato, più chiaro, con scarse goccioline acquose ialine.
Stipite 35-65 x 12-25 mm, cilindrico, svasato all’apice, da leggermente allargato a bulboso. Interamente pruinoso. Di colore biancastro-sporco, beige, ocraceo più o meno intenso nelle zone manipolate o umidificate. Base vistosamente ricoperta da feltro miceliare di colore bianco tanto da simulare un’apparente pseudovolva.
Carne bianca (beige nell’exsiccatum). Sapore (exsiccatum), nettamente rafanoide, leggermente oleoso, dolce, amarescente dopo masticazione prolungata appena.
Basidiomi non annerenti in exsiccatum.

Quadro microscopico della raccolta
Spore (9,9) 11,1-13,6 (14,7) x (5,7) 6,3-7,8 (9,0) µm, in media 12,36 x 7,09 µm, Q. = (1,5) 1,6-1,8 (1,9), Q.m. = 1,75, Vol. = (168) 243-420 (630) µm³, Vol.m = 330 µm³; in proiezione laterale amigdaliformi, papillate, ovoidi in proiezione frontale, fortemente destrinoidi, pallide in H2O, finemente ornamentate, perisporio aderente, molto raramente leggermente scollato, parete spessa e apicolo laterale ben evidente.

Basidi 25-35 x 7-10 µm, Vol.m = 1363 µm³, nella stragrande maggioranza tetrasporici, solo in piccola proporzione bisporici.
Cheilocistidi di tre tipologie: strettamente clavati 50-70 x 4-6 µm, da dritti ad appena sinuosi; cilindrico-capitulati 55-77 x 2-4 µm, apice largo 10-16 µm, da diritti a sinuosetti. Lageniformi 38-54 x 7-13 µm, collo 2-4 apice 6-10 µm. In maggioranza strettamente clavati, misti ad una buona percentuale di cilindrico-capitulati e ad una piccola parte di lageniformi. Fittamente disposti lungo tutto il filo lamellare tanto da renderlo sterile. Pleurocistidi non osservati.
Trama lamellare ± parallela, formata da ife cilindriche, ialine.
Pileipellis di tipo ixocutis, spessa (129) 150-178 (183) µm, formata da ife congofile, filiformi, spesse 2,5-5,1 µm, da coricate a confusamente intrecciate ed immerse in un gel congofobo, ialine o debolmente pigmentate di bruno-giallastro, in alcuni casi finemente incrostate, terminali di pari spessore o appena allargati fino a 6,0 µm, con tendenza a disporsi in ixotricoderma.
Subpellis a struttura pseudoparenchimatica, cellule misuranti 9,4-17,0 x 5,8-11,1µm.
Caulopellis formata da ife parallele, quelle esterne con diametro 3,2-7,3 µm, quelle più interne con diametro 6,5-15,4.
Caulocistidi in maggioranza di tipologia strettamente clavata 62-88 x 5-8 µm, meno numerosi quelli di tipologia capitulata 65-95 x 3-5 µm, apice 8-12 µm, in minor numero di tipologia lageniforme 43-68 x 9-15 µm, collo 3-7 µm, apice 6-12 µm, frammisti tra di loro e riuniti in folti mazzetti su buona parte della lunghezza dello stipite.
Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma.   

Osservazioni
H. velutipes è specie vicina a H. crustuliniforme (Bulliard) Quélet, dal quale si differisce per la taglia minore, le spore destrinoidi e la diversa morfologia dei cheilocistidi. Gli è simile anche H. leucosarx che però manifesta colori pileici più scuri, spore debolmente destrinoidi, e pileipellis strutturata diversamente.
Per quanto riguarda la sinonimia con Hebeloma leucosarx P.D. Orton 1960, rimandiamo gli interessati a quanto da noi scritto nelle osservazioni alla scheda di H. velutipes n.° 3686 dell’erbario di Muggia.
Questa volta, se pur con una certa difficoltà, abbiamo potuto verificare la presenza di goccioline lacrimanti situate sul filo lamellare di un giovane esemplare.
La raccolta in oggetto, oltre alle cellule marginali tipiche della specie, ha manifestato abbondanti cellule di forma particolare (di tipologia cilindrico-capitulata). Nella bibliografia da me consultata ho trovato un solo riscontro, in (Vesterh. 2005), e fa riferimento a H. vaccinum var. cephalotum Enderle & Vesterh. 2004, taxon che, però è provvista di basidiomi molto esili e colorazioni pileiche di tonalità completamente differenti.
Questo singolare riscontro, ci porterebbe a considerare l’ipotesi che, nel caso di successivi ritrovamenti che confermino la stabilità del carattere, vi sia la possibilità di istituire, anche per H. velutipes, una varietà a cheilocistidi capitulati, come del resto era già successo per H. vaccinum var. cephalotum.

Materiali e Metodi
La descrizione macroscopica e stata ricavata dalle foto digitali a forte risoluzione relative alla raccolta in oggetto. Lo studio microscopico è stato eseguito su materiale secco, reidratato e osservato in KOH 2% e/o in Rosso Congo Anionico. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l’accertamento della destrinoidia delle spore.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia.
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trioculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex Canon EOS 50D, posto sul terzo occhio del trioculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità.
Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Habitat e Raccolte studiate
N. scheda: 4985. Data di ritrovamento: 26/12/2012, Località: Riserva Borsacchio. Comune: Roseto degli Abruzzi (TE). Coordinate geografiche: 42°42'13.09"N 13°59'51.60"E. Altezza slm: 3. Habitat: Boschetto di Quercus ilex. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento: 06/02/2013.

Bibliografia
BON M., 2002 - Clé de determination du genre Hebeloma. Documents mycologiques, Tome XXXI, Fascicule n°123, 3-40.
Breitenbach J. & F. Kränzlin – 2000 - Champignons de Suisse, tome 5. Mykologia, Lucerne.

Grilli E. - 2007: Studio dei tipi nel genere Hebeloma. Proposta di soluzione di un garbuglio tassonomico. Che cosa è Hebeloma leucosarx? Micol. e Veget. Medit., 22 (2): 133-176.
Grilli E. - 1997 - Ridescrizione dei caratteri micromorfologici di Hebeloma hiemale. BGMB 40 (2-3): 251-260, 1997
Index Fungorum: http://www.indexfungorum.org/Names/Names.asp
La Chiusa L. 1999 - Contributo allo studio del genere Hebeloma, RdM, 1999, 3: 221-240
La Chiusa L. 2007 - Introduzione allo studio del genere Hebeloma, BGMB, 50 (1-3): 7-144; 2007.
VESTERHOLT J., 2005 - The genus Hebeloma; Fungi of Northern Europe, Vol. 3.

 

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Hebeloma velutipes

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Corso di Micologia a Giulianova dal 25/02 al 20/03
Le notizie
lunedž 28 gennaio 2013

Cari amici,

finalmente si ricomincia. Eccovi il primo corso che vi consentirà di richiedere il Tesserino Regionale per la Raccola Funghi, l'unico strumento indiscutibilmente e legislativamente idoneo per esercitare la nostra passione.

Leggetevi bene il programma ed i modi d'iscrizione e procedete immediatamente, i posti non sono tanti.

Ci vediamo il 25 febbraio a Giulianova.

ciao a tutti

p.s.: per ulteriori chiarimenti potete chiamarmi al 333-5283357 bruno

 

 
Giulianova, 28-01-2013

Circolo virtuoso Il nome della Rosa

Giulianova Alta, Via Gramsci 46/a

 

AMENA

Associazione di micologia e natura abruzzese

 

 

25 FEBBRAIO – 20 MARZO 2013

 

 CORSO DI MICOLOGIA”

Iscrizione gratuta

 

Sala Convegni Ospedale Civile

GIULIANOVA

 

Il corso, della durata di 24 ore, è aperto a tutti ed è gratuito. Consentirà ai partecipanti di ottenere:

l’attestato di idoneità  necessario per il rilascio del tesserino di autorizzazione alla raccolta dei funghi epigei spontanei in Abruzzo (frequenza obbligatoria di almeno 18 ore);

l’attestato di aggiornamento per il rinnovo quinquennale del tesserino di autorizzazione alla raccolta dei funghi epigei spontanei in Abruzzo (frequenza di almeno 5 ore con obbligo di frequenza della lezione di lunedì 18 marzo 2013 - Legislazione).

 

Le lezioni si svolgeranno nelle giornate di lunedì e giovedì a partire dal 25 febbraio 2013, con orario 20.00-23.00, nella Sala convegni dell’Ospedale Civile Maria Santissima dello Splendore, Via Gramsci, Giulianova (TE).

 

Le iscrizioni FINO ALLA CAPIENZA MASSIMA DELLA SALA, si possono effettuare attraverso la compilazione del coupon scaricabile dal sito www.ilnomedellarosa.com e da consegnare a mano presso la sede del Circolo in Via Gramsci 46/a, Giulianova. Informazioni al 338.9608270 oppure 338.9727534

 

Compilando il modulo stesso ed inviandolo a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  


 

 

 

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