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Bella e insolita Inocybe che si presenta con una strana pseudovolva tanto da attirare l'attenzione di Marino Zugna che ne fa una splendida scheda
nel Forum AMB di Muggia
Descrizione della raccolta
Pileo Ø fino a 30 mm
convesso-campanulato quindi piano-convesso, provvisto di un largo
umbone ottuso, margine diritto, intero; cuticola radialmente rimosa, di
colore ocreceo, screpolata nel senso radiale, resti velari molto
evidenti anche sottoforma di lembi araneosi.
Lamelle adnate,
mediamente fitte, inframezzate da lamellule, inizialmente di colore
biancastro, poi ocracee, filo lamellare crenulato, bianco.
Stipite 50
x 3 mm, cilindrico, leggermente più largo verso la base (5mm),
ricoperto da fine pruina nella zona apicale e da minuti residui velari
nella porzione basale dove, apparentemente, va a formare una piccola e
labile pseudovolva; bianco nella parte alta, biancastro verso la base,
non cangiante nell’ exsiccata.
Carne biancastra; odore non riscontrato.
Osservazioni
Sulla presenza di una “presunta” pseudovolva.
Non
è la prima volta che ci capita di osservare una particolarità simile,
già in passato abbiamo avuto modo di osservare e studiare raccolte di
Inocybe rimosa con veli molto appariscenti, però non siamo mai andati
oltre ad uno studio delle caratteristiche principali, anche perchè,
tale velo non si presentava mai alla base dello stipite ma soltanto
sulla superficie pileica. Questa volta, visto che la raccolta
presentava un’evidente “pseudovolva” basale, abbiamo voluto
approfondire ed indagare su questo singolare particolare.
Abbiamo
osservato i resti velari posti alla base dello stipite ed abbiamo
potuto constatare che essi erano stati parzialmente invasi da un’ospite
(“ifomicete”, riconoscendone la struttura ifale senza, per altro,
poterlo meglio identificare), invasivamente infiltratosi tra le ife del
velo causandone così il parziale disfacimento strutturale.
L’inquinamento
ha contribuito in buona parte a far assumere ai resti velari basali un
aspetto strutturale completamente diverso da quello, da noi,
riscontrato nelle ife velari situate sulla superficie pileica.
Potremmo
concludere con un’ipotesi: la persistenza del velo alla base dello
stipite è dovuta non ad una vera e propria volva, solidamente
strutturata e composta da ife, per lo meno, similari a quelle
riscontrate sui resti velari pileici ma, ad una proliferazione di
funghi “ifomiceti”, che con la loro azione invasiva, hanno contribuito
a mantenere, ed in qualche modo ad aumentare, la persistenza delle ife
del velo (che, in caso contrario, si sarebbero sfaldate e non sarebbero
state così visibili), facendole assumere l’aspetto di una volva basale.
Al
dunque, constatato che la presenza della pseudovolva è dovuta,
principalmente, ad inquinamento e non ad una struttura particolare
delle ife velari poste alla base dello stipite, che, seppur presenti,
rappresentano soltanto una minima parte rispetto alla totalità della
massa ifale, siamo propensi a credere che quella da noi presa in esame
altro non sia che uno dei molteplici aspetti di Inocybe rimosa (Bull.) P. Kumm. 1871.
 Inocybe rimosa  Inocybe rimosa  Inocybe rimosa  Inocybe rimosa  Spore di Inocybe rimosa
Queste due foto che seguono rappresentano la forma più classica della rimosa
 Inocybe rimosa  Inocybe rimosa
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