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Piccolo fungo sapientemente studiato e determinato dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia
foto 800x536
dalla scheda presente in Forum:
Quadro macroscopico della raccolta
Pileo 5-10 mm, all'inizio da emisferico a
paraboloide, in seguito convesso, infine piano-convesso. Cuticola di
color ocra chiaro abbastanza uniforme in tutta la superficie. In
gioventù, la porzione discale risulta ornata da fine granulosità
forforosa o fioccosità di colore beige, più labile verso la periferia e
con il margine da fortemente forforoso a ciliato. In vecchiaia da molto
finemente granulosa a liscia, opaca e con lievi toni rosati.
Lamelle adnate allo stipite, larghe più
volte lo spessore della carne pileica, piuttosto spesse, convesse,
molto spaziate (da 9 a 15 lamelle negli esemplari adulti), intercalate
da 1-3 (5) lamellule, in gioventù ocra molto chiaro poi concolori al
pileo, filo lamellare bianco, finemente ciliato.
Stipite 5-15 x 1-2 mm, cilindrico o
leggermente allargato verso l'alto, diritto, alle volte sinuoso,
concolore alla superficie pileica fistoloso, ornato
da fioccosità e corte ciglia più chiare. base appena allargata, piatta,
strigosetta per i numerosi peli ifali di colore bianco che la
ricoprono.
Carne esigua, lievemente ocracea; odore e sapore non testati.
Osservazioni
Sistematicamente, F. carpophilus var. subincarnatus,
per le spore a parete sottile "più o meno collassante", di color
giallastro chiaro se osservate in H2O al microscopio, le lamelle per
lungo tempo giallo pallido o ocra pallido, e il diametro pileico ≤10 mm,
o appena di poco superiore, si colloca nella Sezione Flammulaster dell'omonimo genere.
Nella medesima Sezione coesistono diverse entità non da tutti accettate
in quanto esistono pareri differenti fra i vari Autori. Nel suo studio
sul genere Flammulaster, Vellinga (1986), sostiene che i caratteri differenziali di F. subincarnatus, in quanto rientranti nella variabilità fenotipica di F. carpophilus var. carpophilus
(Fr.) Earle 1909, non sono tali da mantenere separato il taxon a
livello specifico quindi lo riconduce a livello varietale di
quest'ultimo e, per le medesime motivazioni, ricombina a livello
varietale pure F. carpophiloides (Kühner) Watling 1967 e F. rhombosporus (G.F. Atk.) Watling 1967.
Per contro, il Prof. Marcel Bon (1992), riconosce il rango il rango specifico di F. carpophiloides, F. rhombosporus F. subincarnatus.
Noi, in passato, abbiamo studiato un'ulteriore raccolta di F. subincarnatus,
ed anche in quel caso ci siamo imbattuti in tipologie di spore e
cheilocistidi molto simili "se non identiche", a quelle riscontrate
nella raccolta in oggetto.
Sembra singolare il fatto che, una specie, se pur simile nell'habitus,
ma con due caratteri "spore e cheilocistidi", sostanzialmente
differenti, possa essere trattata come "rientrante nella variabilità fenotipica" di un'altra specie, la quale dimostra una micrografia visibilmente differente.
In ogni caso, abbiamo avuto l'occasione di constatare, e qui segnaliamo,
un particolare che potrebbe far riflettere sulle effettive
"sostanziali" differenze di alcuni caratteri, nel nostro caso
microscopici, che sembrerebbero non modificabili nelle forme ma che, di
fatto, lo sono.
Si tratta delle spore e delle loro forme e misure che, in questa
occasione, sono state prelevate da una porzione lamellare ed hanno
dimostrato un evidente e pronunciato dimorfismo, tanto che, abbiamo
voluto fare una misurazione di 100 unità per confrontarle con quelle
misurate sullo stipite e inserite nella scheda descrittiva.
 Flammulaster carpophilus var. subincarnatus
 Flammulaster carpophilus var. subincarnatus  Flammulaster carpophilus var. subincarnatus  Flammulaster carpophilus var. subincarnatus  Spore di Flammulaster carpophilus var. subincarnatus
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