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Fungo trovato nelle splendide faggete della Morricana a fine Aprile del 2011 e sapientemente studiato dal Sig. Marino Zugna del
Forum AMB di Muggia
Foto 800x536
Estratto dalla scheda presente in Forum:
Descrizione macroscopica della raccolta
Basidiomi di portamento micenoide,
taglia da piccola a medio-piccola, in alcuni casi media, carne esigua,
crescita boschiva in aghifoglia e latifoglia, abbastanza precoce.
Pileo largo
20-50 mm, all'inizio conico-campanulato, successivamente campanulato,
infine espanso con umbone centrale sempre ben evidente, margine intero, a
lungo involuto, appena leggermente striato per trasparenza con tempo
umido. Igrofano. Rivestimento pileico glabro, innatamente fibrilloso, da
lucido a leggermente untuoso con l'umido, colorazioni pileiche
tendenzialmente brunastre più o meno intense a seconda del grado di
umidità, da bruno-seppia a bruno-dattero; bruno-grigiastro con tempo
secco, bruno-nerastro negli esemplari posti in exsiccata.
Lamelle
da annesse a strettamente adnate, ventricose, spesso intervenate ai
seni, inframezzate da 3-5 lamellule, in gioventù di colore
crema-grigiastro, presto rosa-grigiastre, infine rosa-brunastre, filo
lamellare concolore, finemente ondulato.
Stipite 40-100
x 3-6 mm, cilindrico, leggermente allargato alla base, sostanzialmente
bruno-grigiastro, pruinoso nella porzione apicale, ornato da striature
fibrillose argentee disposte longitudinalmente fin quasi alla base,
ricoperto da un tomento bambagioso di colore bianco nella porzione
basale, di aspetto esile, facilmente fratturabile, da giovane pieno ma
presto cavo.
Carne esigua, acquosa, di colore bruno-grigiastro. Odore di pesce, Sapore non testato nel fresco, rancido nell'exsiccata.
Osservazioni
Segnaliamo la massiccia presenza di
caulocistidi subcapitulati, situati nella porzione apicale dello stipite
e discendenti per ¼ di stipite. Non sappiamo quanto, questo
particolare, possa essere ritenuto “forte” a livello tassonomico, in
ogni caso, riteniamo questo, un carattere abbastanza singolare e merito
di eventuali approfondimenti. Singolare il fatto che, nella bibliografia
sui generis, da noi consultata, non siamo riusciti a trovare nulla che
accenni alla presenza di caulocistidi.
Per la somma delle caratteristiche microscopiche sopra descritte, E. hirtipes, si colloca nel Sottogenere Nolanea (Fr.: Fr.) Noordel., Sezione Mammosa
(Romagn.) Noordel., assieme ad altre cinque entità, delle quali di
seguito, evidenziamo sinteticamente le principali differenze macro e/o
microscopiche.
E. kuehnerianum
Noordel. 1985, è sicuramente la specie che, microscopicamente, meno si
differenzia dalla raccolta in oggetto, al punto che, per diverso tempo,
l'Autore del taxon lo ha ritenuto una varietà di E. hirtipes = E. hirtipes var. sericoides
(Kühner) Noordel. 1980, e solo dopo ulteriori studi ha considerato
l'opportunità di elevarlo a livello di specie, in base al suo
portamento, al colore del basidioma, al particolare ambiente di crescita
(strettamente praticolo) e alla forma delle spore.
E. hebes
(Romagn.) Trimbach 1981, possiede spore in media meno larghe di 8 µm,
il filo lamellare si presenta completamente sterile, giunti a fibbia
abbondanti nell'imenio rari altrove.
E. olivaceohebes
Noordel. & Hauskn. 2000, possiede pileo e stipite con tonalità
olivacee, le spore hanno una forma da isodiametrica a
subeterodiametrica, la pileipellis presenta giunti a fibbia,.
E. malenconii Vila & Llimona (2002), possiede spore piccole, in media 8,5-9,5 x 6,9-8,0 µm, la pileipellis presenta giunti a fibbia.
E. palmense
Wölfel, Noordel. & Dähncke 2001, spore piccole, in media 9-12,5 x
7-9,5 µm con 5-6 angoli, talvolta quasi romboidali; giunti a fibbia
completamente assenti.
Ulteriore similitudine la si può riscontrare in E. vernum S. Lundell 1937, appartenente alla Sezione Papillata (Romagn.) Noordel., Subsezione Minuta (Romagn.) Noordel., il quale possiede spore di forma differente e cheilocistidi totalmente assenti.
 Entoloma hirtipes
 Entoloma hirtipes  Entoloma hirtipes  Spore di Entoloma hirtipes
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