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Cortinarius pulverobtusus Rob. Henry 1968
Scritto da Bruno de Ruvo   
marted́ 05 aprile 2011

Funghetto che saluta la stagione micologica trovato ai bordi dell'abetaia del Ceppo nel tardo autunno e sapientemente studiato dal Sig Marino Zugna del Forum AMB di Miuggia

Foto 800x536

Estratto dalla scheda presente nel Forum:

Quadro macroscopico della raccolta
Pileo Ø 20-30 mm, all'inizio subemisferico, poi convesso, infine appianato, con o senza largo e basso umbone ottuso; rivestimento pileico igrofano, in gioventù di colore marrone-fulvastro, più scuro al disco, liscio al centro, striato per trasparenza nella zona marginale. Margine decorato resti di cortina fibrillosi di colore bianco, ben evidenti negli esemplari giovani, evanescenti con l'età.
Lamelle da smarginate a leggermente decorrenti, mediamente spesse, alquanto rade, ventricose, inframezzate da 2-4 (6) lamellule, all'inizio di colore ocraceo, quindi bruno cannella, infine rugginose. Filo lamellare fertile, da concolore a più chiaro a zone, intero o leggermente crenulato.
Stipite: 30-60 x 4-8 mm, cilindrico, diritto, occasionalmente collegato in più esemplari, fibrilloso, igrofano, ricoperto da abbondanti resti velari biancastri soprattutto nella porzione di collegamento con il margine pileico, base di pari spessore o leggermente ristretta, occasionalmente con piccolo bulbo, corteccia di colore rossastro-bruniccia.
Carne esigua, acquosetta, brunastra con toni leggermente violacei. Sapore e odore non testati.
Reazioni macrochimiche KOH 5% + = superficie pileica annerente (exsiccata).

Osservazioni
All'interno del Genere Cortinarius, per gli evidenti resti velari dello stipite e del margine pileico, C. pulverobtusus, trova posto nel Sottogenere Hydrocybe, Sezione Obtusi, Sottosezione Obtusi, Serie Albovariegatus, assieme a Cortinarius conicocampanulatus Rob. Henry 1988 e Cortinarius albovariegatus (Velen.) Melot 1980.
Microscopicamente, C. albovariegatus, possiede spore di forma diversa "ellittiche", ed un Q.m. inferiore (1,3).
C. conicocampanulatus, si differenzia per possedere spore di forma ellissoidale e ornamentazione poco pronunciata.
Macroscopicamente C. albovariegatus viene descritto come specie di grande taglia (40-50 mm), ed a crescita precoce, mentre C. conicocampanulatus, possiede una taglia piccola (30 mm).
Un discorso a parte merita il fatto che, nella raccolta in oggetto, io abbia riscontrato la presenza di cellule marginali.
Nell'Atlas des Cortinaires (Bidaud & alt. 2003), descrivono C. pulverobtusus come privo di cellule marginali "così come C. conicocampanulatus", mentre queste sono riconosciute come presenti "e anche per questo differenziato nella chiave" in C. albovariegatus.
A questo riguardo, noi abbiamo riscontrato cellule marginali, di piccola taglia, scarse ed isolate o, in alcuni casi, raggruppate in pochi elementi e localizzate a zone, ma mai a formare un filo lamellare completamente sterile.
Nel consulto della bibliografia, in nostro possesso, ci conforta il fatto che anche altri Autori (AA.VV.-2009), nel descrivere una raccolta ascritta a C. pulverobtusus, abbiano riscontrato la presenza delle medesime cellule "loc. cit.: Células de arista banales, de 3-8 µm de grosor". In altro caso, (Consiglio & alt. 2007), nella descrizione di due raccolte attribuite a C. conicocampanulatus, riscontrano anch'essi la presenza di cellule marginali "loc. cit.: Filo lamellare con sporadiche cellule marginali, claviformi frammiste ai basidi, ialine".
In conclusione, noi pensiamo di attribuire al taxon in questione, l'epiteto C. pulverobtusus, nonostante la presenza di sporadiche cellule marginali, scartando l'ipotesi C. albovariegatus, in quanto oltre alle differenze morfologico-edafiche, presenta spore differenti, sia nella forma che nel Q.m.
Più difficoltosa risulta al separazione con C. conicocampanulatus, il quale, presenta caratteristiche microscopiche molto simili, che si risolvono con una ornamentazione sporale più sottile "fine"; dal punto di vista morfologico si può trovare qualche punto di separazione in quanto esso presenta, solitamente, un pileo con umbone acuto e una minor presenza di resti velari sullo stipite.

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Cortinarius pulverobtusus
 

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Cortinarius pulverobtusus
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