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Amanita ceciliae
Scritto da Bruno de Ruvo   
venerd́ 22 marzo 2013

Finalmente dopo tantissimo tempo abbiamo trovato e studiato questa bella Amanita, scheda di Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Foto 800x600

Amanita ceciliae (Berk. & Broome) Bas, Persoonia 12(2): 192 (1984)


Basionimo: Agaricus ceciliae Berk. & Broome, Ann. Mag. nat. Hist., Ser. 2 13: 396 (1854).
Sinonimi: Agaricus ceciliae Berk. & Broome, Ann. Mag. nat. Hist., Ser. 2 13: 396 (1854).
Amanita inaurata Secr. (1833).
Amanita inaurata Secr. ex Gillet, Hyménomycètes (Alençon): 41 (1874).
Amanitopsis ceciliae (Berk. & Broome) Wasser, Flora Gribov Ukrainy, Bazidiomitsety. Amanital'nye Griby (Kiev): 144 (1992).
Amanitopsis inaurata (Secr. ex Gillet) Fayod, Annls Sci. Nat., Bot., sér. 7 9: 317 (1889)

Sistematica: Agaricaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo 70-100 mm, non molto carnoso, da semi convesso a convesso, infine disteso, privo di umbone, margine leggermente involuto, striato (1/4° del raggio). Cuticola apparentemente secca, untuosetta dopo umidificazione, di color bruno-ocra-grigiastro al disco, ocra-giallastro ocra-verdastro nella porzione periferica, ocra pallido nella porzione marginale. Ornamentazione formata da residui velari applicati a formare verruche di colore grigiastro, in seguito grigio-nerastro, quelle al disco di forma piramidale, placciformi in periferia.
Lamelle libere, da rettilinee a leggermente ventricose, mediamente fitte, da biancastre ad avorio, taglio lamellare crenulato- fioccoso, finemente colorato di nerastro, lamellule poco abbondanti, tronche.
Stipite 90-130 x 10-20 mm, cilindrico, svasato all’apice, progressivamente allargato verso la base, poco o per nulla bulboso, molto delicatamente striato e finemente pruinoso nella porzione apicale, ornato da fitte zebrature a pelle di serpente di colore biancastro, via via più ampie verso il basso (ornamentazione simile alle smagliature di A. phalloides), distese sopra un cortex di colore grigiastro. Base larga fino a 30 mm, avvolta da uno strato feltrato-bambagioso di colore bianco-grigiastro, in seguito grigio-scuro (annerente negli exsiccata).
Carne non molto consistente, grigio-biancastra (grigio scuro negli exsiccata), stipite da pieno a fistoloso, (cavo negli exsiccata). Odore e sapore non testati.
Velo universale friabile, dissociata in cercini e piccoli lembi posti alla base dello stipite, tendenzialmente di colore
Velo parziale apparentemente non visibile.
Sporata non ottenuta.

Descrizione microscopica della raccolta
Spore (9,7) 11,4-13,6 (15,4) x (8,9) 11,0-13,4 (15,8) µm, in media 12,63 x 12,17 µm, Q. = (0,94) 0,99-1,08 (1,14); Q.m = 1,04; Vol. = (410) 755-1292 (2030); Vol.m = 997 µm³; inamiloidi, ialine, da globose a subglobose, con una grande goccia oleosa centrale, apicolo prominente.
Basidi (38,63) 40,714 - 57,724 (68,53) x (10,39) 11,734 - 14,888 (16,33) µm, in media 49,16 x 13,31 µm, Q.m = 4,45; Vol.m = 9399 µm³; claviformi, in maggioranza tetrasporici, raramente bisporici, estremamente lunghi.
Albero subimeniale di tipo misto, ovvero, basidi supportati da una prima cellula differentemente conformata, da filamentosa ad inflata, piuttosto che breve e tarchiata, o addirittura simile ad una tessera di puzzle. In ogni caso abbiamo notato che, sia i basidi che i basidioli potevano essere supportati da cellule delle suddette tipologie, con netta minoranza per la tipologia filamentosa.
Subimenio cellulare molto frequente. La cellula posta alla base del basidiolo (raramente nei basidi), possedeva una tipologia subglobosa, dilatata, subisodiametrica, con misure 8-11 x 7-10 µm, seguita da una serie di cellule più o meno inflate e di misure lievemente inferiori.
Subimenio misto frequente. La cellula posta alla base del basidio o del basidiolo, con tipologia subisodiametrica, subglobosa o dilatata, seguita da alcune cellule filamentose.
Raramente abbiamo osservato un subimenio completamente filamentoso, in cui la cellula posta alla base del basidio (non osservate nei basidioli), era formata da un’ifa filamentosa, con diametro 4-6 µm, seguita da altre ife filamentose.
Cellule marginali non osservate. Il filo lamellare era completamente ricoperto da un denso strato di ife coricate, disposte in cutis, alto 70-100 µm, formato da ife filamentose, spesse 5-9 µm, pigmentate di bruno e con notevoli chiazze di necropigmento nerastro. Filo lamellare sterile.
Rivestimento pileico formato da una ixocutis spessa 100-130 µm, composta da ife cilindriche, con diametro 0,8-3,0 µm, ialine.
Pileipellis tipo cutis, spessa 130-170 µm, formata da ife cilindriche intrecciate, larghe 2,5-4,0 µm, pigmentate di bruno.
Velo generale “prelevato alla base dello stipite” con diametro 17-40µm, formato prevalentemente da sferociti, ialini, in alcuni casi con necropigmento nerastro, frammisti in minima parte a ife filamentose con diametro di 2,5-4,5 µm settate, ramificate, e con l’elemento terminale clavato.
Ife vascolari abbondanti nella volva, presenti anche nella pileipellis. Velo parziale non esaminato.
Giunti a fibbia non osservati in nessun tessuto del basidioma.

Dati di ritrovamento
N. scheda: 4813. Data di ritrovamento: 19/08/2012. Località: Bosco c/o Prato Rotondo. Comune: TERAMO. Coordinate geografiche: 42°29'41.83"N 13°32'13.91"E. Alt. slm: 1460. Habitat: Bosco di Fagus sylvatica. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento in erbario: 22/02/2013

Materiali e metodi
La descrizione macroscopica è stata eseguita da foto digitali relative alla raccolta. Lo studio microscopico è stato effettuato su materiale secco, reidratato con KOH 5%, H2O, secondo necessità.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O, oppure, per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari, Rosso Congo Ammoniacale 6%. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l’accertamento di amiloidia delle spore. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature. Per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia.
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all’Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l’ausilio di una fotocamera Reflex Canon EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d’erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Osservazioni
Sistematicamente, per l’insieme dei suoi caratteri macro e micro morfologici, A. ceciliae trova posto nel Genere Amanita, Sottogenere Amanita, Sezione Vaginatae, Sottosezione Vaginatae, Serie Ceciliae Contu 1997.
Macroscopicamente, il velo universale di colore grigio con tendenza ad annerire, mai saccato o a lembi, molto fragile e friabile, ed il suo habitat specifico di latifoglia, la differenzia abbastanza agevolmente dalla simile A. submembranacea (Bon) Gröger 1979, la quale possiede un velo universale membranoso, saccato, ingrigente solo nella pagina interna, con habitat preferenziale nelle faggete coniferate di montagna.
Microscopicamente, la struttura del velo universale, formato quasi esclusivamente da cellule globose e solo in minima parte di ife filamentose, contribuisce ad una sicura determinazione del taxon.
Sottolineiamo il fatto che, al contrario di quanto più volte evidenziato sul filo lamellare delle specie appartenenti alla Sezione Vaginatae (la presenza più o meno abbondante di cellule sferopeduncolate o largamente clavate), in questo caso abbiamo riscontrato uno spesso strato ife filamentose notevolmente compresse, pigmentate di bruno e con evidenti tracce di necropigmento.
Particolarità da noi riscontrata anche in (A. battarrae), e alcuni altri taxa, i quali tra l’altro, presentavano, o meno, un filo lamellare pigmentato.
In alcuni casi, oltre allo spesso strato di ife filamentose e pigmentate, abbiamo riscontrato un ulteriore strato di cellule posizionato sopra di esso (A. fuscoolivacea “raccolta con filo lamellare scuro”), (A. mairei var. bertaultii “raccolta con filo lamellare chiaro”).
In altri casi, lo strato ifale veniva completamente a mancare, mentre si evidenziava un notevole strato di cellule sferopeduncolate (A. malleata “raccolta con filo lamellare chiaro”).
A nostro avviso, nel caso le cellule clavate o sferopeduncolate venissero meno, per svariati motivi, o si diradassero questo, il sottostante strato emergente, di suddette ife pigmentate, potrebbe essere la prima concausa della colorazione nerastra del filo lamellare.
Rimarchiamo il fatto della difficoltà di delimitare una forma “esclusiva”, per le cellule del subimenio, le quali, a nostro avviso, mutano naturalmente nel corso dello sviluppo, arrivando infine ad assumere delle forme, le quali, seppur intermedie si possono definire differenziali in percentuale.

BIBLIOGRAFIA
CONTU M., 2000: Chiave per la determinazione delle specie europee del genere Amanita sez. Vaginatae. Boll. Gr. Micol. Bresadola 43: 233-240.
CONTU M., 2001: A revised key to Amanita section Vaginatae (Fr.)Quél. in Europe. Field Mycology 4(4): 128-136.
Erbario G.M.C. - A. battarrae n° 988. A. fuscoolivacea n°3595. A. mairei var. bertaultii n°3899. A. malleata n°4475.

FRAITURE A.,1993: Les Amanitopsis d'Europe. Op. Bot. Belg. 5: 1-127.
GALLI R. 2001: Le Amanite. Milano.
KUHNER R. & H. ROMAGNESI 1953: Flore Analitique des champignons superieurs. Paris.
MASSART F. 1984: Approche du genre Amanita. Bordeaux.
MOSER M.1986: Guida alla determinazione dei funghi. I. Trento.
NEVILLE P. & S. POUMARAT 2004: Fungi Europei. 9. Amaniteae. Amanita, Limacella & Torrendia.
TRAVERSO M. 1999: Il genere Amanita in Italia. Roma.

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Amanita ceciliae
 

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Amanita ceciliae
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Basidi di Amanita ceciliae - foto di Marino Zugna
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Spore di Amanita ceciliae - foto di Marino Zugna
 
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