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Le notizie
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martedě 15 maggio 2012 |
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Ho ricevuto l'invito a partecipare al seguente evento pubblico:
I° CONVEGNO “USI CIVICI - fonte di rilancio e sviluppo delle comunità montane in ABRUZZO” Popolazione, Territorio, Sviluppo e Conservazione
presso il Camping "Il Ghiro" del Ceppo - Giovedì 24 Maggio ore 15,00
spero tanto di poterci essere.
Il programma :
ROGRAMMA DEI LAVORI CON INIZIO ALLE ORE 15,00
SALUTI DELLE AUTORITA’
Dott. Antonio Prospero, Presidente Commissione Agricoltura Regione Abruzzo;
Dott. Architetto Vincenzo Falasca, Assessore Provincia di Teramo
Urbanistica, Sedi di Pubblici Uffici, Protezione Civile e Genio Civile;
Dott.ssa Stefania Guerrieri, Sindaco del Comune di Rocca Santa Maria;
Dott. Gianpacifico Di Pietro, Presidente Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico, Antica Università di Rocca S. Maria.
INTRODUCE E COORDINA
Prof. Avv. Federico Roggero, Storia del Diritto Italiano, Dipartimento
di Scienze Giuridiche nella società e nella storia, Università di
Teramo.
RELAZIONI
Dott. Francesco Contu, Servizio
Politiche Forestali della Regione Abruzzo, Responsabile dell’Ufficio
Programmazione e Interventi nel Settore Forestale:
“INDIRIZZI E PROGRAMMAZIONE REGIONALE”
a. Organizzazione della filiera del legno
b. Potenziamento del settore socio-economico-forestale
c. Biodiversità: coniugare la gestione e la conservazione degli ecosistemi
con l’economia locale e la razionalizzazione delle tradizioni
Dott. Luigi Margarita, Vice Questore Aggiunto Forestale del Corpo Forestale dello Stato:
“ GESTIONE E TUTELA DELLE FORESTE IN ITALIA”
a. Il lavoro ed il bosco
b. Foreste e clima
c. Risorsa economica, ambientale e sociale.
Dott. Agronomo Agostino Agostini, Direttore tecnico del Consorzio Forestale dell’Appennino Centrale:
“SVILUPPO ECONOMICO E TUTELA DELL’AMBIENTE”
a. Il paesaggio: un mosaico di interazioni
b. L’uomo nella creazione della biodiversità
c. Il suolo: dalla gestione alla conservazione
d. Il legno quale risorsa energetica nella direzione di Kyoto e per il 2020.
INTERVENTI PROGRAMMATI - DIBATTITO
Dott. Giuseppe Paolella, Comandante Regionale per l' Abruzzo del Corpo Forestale dello Stato;
Dott. Luigi Ranieri, Dirigente Corpo Forestale dello Stato, Comando Provinciale di Teramo;
Dott. Marcello Maranella, Direttore del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga.
CONCLUSIONI
Prof. Avv. Federico Roggero, Storia del Diritto Italiano, Dipartimento
di Scienze Giuridiche nella società e nella storia, Università di
Teramo.
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Passeggiate
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venerdě 11 maggio 2012 |
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Carissimi amici,
ieri ho potuto avere qualche ora pomeridiana per scappare in montagna e godermi uno splendido Sole e clima giustissimo.
Sono andato a caccia dei funghi primaverili, in particolare di spinaroli. Li ho trovati, non molti per la verita, anche di piccola taglia ma gia nella raccolta non mi davano la sensazione di funghi ben saldi, infatti pulendoli ho dovuto scartarne una grossa quantità, probabilmente il caldo ed il vento hanno agito fortemente per ridurne la qualità.
Ho trovato anche delle belle morchelline elate/coniche e un pò di marzuoli, ho constatato che il bosco di faggio appare ben bagnato e secondo me fra una decina di giorni qualche pinicola possa tirare fuori la testolina.
Salute a tutti
bruno
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Passeggiate
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domenica 06 maggio 2012 |
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Carissimi amici,
dopo pochi marzuoli adesso è il turno degli spinaroli, non tutti riescono a trovarli, non sembra una stagione particolarmente ricca, certo il vento e la mancanza d'acqua incidono pesantemente sulla loro crescita, speriamo che la prossima settimana sia più proprizia.
Oggi mi sono divertito a fare una passeggiata in montagna dove i faggi intorno ai 1700-1800 m ancora non mettono le foglie ed è possibile trovare funghi che normalmente troviamo a fine marzo, ad esempio le verpe.
Sono sicuro che in parecchi gia cominciano a pensare ai primi galluci,russule e porcini, dobbiamo aspettare una ventina di giorni ancora e pregare che il vento non tiri sempre forte e soprattutto la pioggia torni a bagnare bene i nostri boschi e prati.
Ciao a tutti
bruno
 Ptycoverpa bohemica
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Funghi
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sabato 05 maggio 2012 |
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Coprinopsis pachyderma (Bogart) Redhead, Vilgalys & Moncalvo, in Redhead, Vilgalys, Moncalvo, Johnson & Hopple, Taxon 50(1): 230 (2001)
Ordine: Agaricales Famiglia:Agaricaceae Genere: Coprinopsis Specie Coprinopsis pachyderma
Basionimo: Coprinus pachydermus Bogart, Mycotaxon 8(1): 274 (1979)
Sinonimi: Coprinus pachydermus Bogart, The Genus Coprinus in Washington and Adjacent Western States [Ph.D. dissertation] (Seattle): 71 (1975).
Coprinus pachydermus Bogart, Mycotaxon 8(1): 274 (1979).
Quadro macroscopico della raccolta
La raccolta si riferisce ad un gruppetto di quattro esemplari, in un grado di maturazione ottimale. Basidiomi esili, di piccole dimensioni e di forma tipicamente coprinoide, con carne inconsistente e senza odori particolari.
Pileo alto 10-30 mm, largo 10-20 mm, di forma cilindrico ellissoide, velocemente campanulato. Superficie pileica di colore grigio topo in periferia, da grigio-brunastro a bruno nella porzione discale. Finemente plissettato in gran parte della superfice meno che al disco il quale si presenta liscio. Velo, fioccoso, formato da brevi ciuffi filamentosi a formare esili scaglie disposte radialmente, libere in basso; di colore grigiastro, tendenti ad bruno nella porzione discale. abbondantissimo nei giovani esemplari ma presto evanescente e disperso in ciuffi filamentosi sulla superficie pileica.
Lamelle libere allo stipite, ascendenti, diritte, molto fitte, intercalate da lamellule. all'inizio di colore biancastro, presto grigiastre ed infine nere, filo lamellare evidentemente più chiaro.
Stipite 50-70 x 2-3 mm, cilindrico, di colore bianco candido. Ornato da fibrille e squamosità longitudinali, anch'esse bianche, sericeo e tendente all'ocraceo alla base. Carne deliquescente, bianca, scarsa, insapore. Odore non testato.
Quadro microscopico della raccolta
Spore ellissoidali in proiezione laterale, (10,8) 11,2-12,3 (13,2) x (6,0) 6,37-7,0 (7,3) µm, in media 11,78 x 6,71 µm; Q. = (1,5) 1,6-1,8 (1,9), Q.m.= 1,76; Vol. = (216) 241-312 (362,) µm³, Vol.m.= 278 µm³; ovoidi in proiezione frontale, ellissoidi in proiezione laterale, con apice evidentemente tronco e poro germinativo centrale, in qualche caso leggermente eccentrico, con diametro di 1,2-2,2 µm, in media 1,80 µm; base da arrotondata a più o meno conica, apicolo poco visibile, ialino, parete spessa 0,5-0,8 µm, in media 0,72 µm, al microscopio ottico di colore marrone-rossastro, nere nella polvere sporale.
Basidi (19) 21-33 (37) x 8-10 µm, in media 28 x 9 µm; Q.m.= 3,0; Vol.m.= 1279 µm³, tetrasporici, da pedicellato clavati con restringimento mediano a semplicemente clavati. Contornati da 4-5 pseudoparafisi di forma sferopeduncolata.
Cheilocistidi 33-55 x 16-25 µm, in media 44 x 22 µm, Vol.m.= 11964 µm³; polimorfi, da subutriformi a subglobosi, scarsi e poco reidratabili, forse a causa dell'autolisi o ad altro motivo indicato di seguito.
Pleurocistidi 87-116 x 31-41 µm, in media 103 x 38 µm, Vol.m.= 80050 µm³; polimorfi, da subutriformi a largamente utriformi, poco numerosi.
Pileipellis disposta in cutis, formata da ife cilindriche, ristrette ai setti, misuranti 42-96 x 15-44 µm.
Pileocistidi assenti.
Velo formato da ife cilindriche, più o meno brevemente catenulate, leggermente ristrette ai setti, con articoli misuranti 56-110 x 12-24 µm, in media 84 x 19 µm, terminali misuranti 30-84 x 6-18 µm, in media 59 x 10 µm, con parete evidentemente spessa 0,8-1,5 µm, da fusiformi a subcilindrici, attenuati all'apice.
Caulopellis disposta in cutis, formata da ife cilindriche, settate, misuranti di diametro 4-12 µm, le più esterne leggermente gelatinizzate.
Caulocistidi non osservati. Abbiamo però notato delle cellule misuranti 43-86 x 13-44 µm, in media 65 x 27µm. Vol.m.= 30796 µm³, molto simili ai cheilocistidi, il che, potrebbe far supporre che, nelle prime fasi di sviluppo, una buona parte dei cheilocistidi distaccandosi dall'imenio, rimangano appiccicati alle ife corticali dello stipite e forse per questo motivo, nonostante il filo lamellare discolore, indichi la presenza di cheilocistidi, poi, in realtà non ci si trovino che pochi esemplari.
Giunti a fibbia presenti.
Materiali e metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato con KOH 5%, NH4OH 6%, H2O, secondo necessità.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 2% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari.
Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale prelevate da altre zone, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia.
Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary).
Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all'Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.
Habitat e Raccolte studiate
N. scheda: 4824. Data di ritrovamento: 22/09/2011. Località: Ceppo - Torrente Castellano. Comune: Rocca santa Maria. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza slm: f. 4. Habitat: In faggeta, tra i cumuli di foglie morte di faggio. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento in erbario: 03/05/2012
Osservazioni
Per la conformazione del velo composto da ife filamentose, più o meno catenulate, facilmente detersili, i basidiomi di piccola o molto piccola taglia, i colori pileici e velari principalmente grigiastri o bruno-grigiastri, C .pachyderma trova posto nella Sottosezione Lanatuli J. Lange, assieme ad una quindicina di altre specie a lui più o meno simili. Microscopicamente, C .pachyderma possiede almeno due caratteristiche che lo contraddistinguono e lo separano dalle altre entità viciniore della stessa Sottosezione. In primis, la differente conformazione del velo (inde nomen), la dove, nella raccolta da noi esaminata, abbiamo riscontrato ife con pareti spesse in media 1 µm, e fino a 1,5 µm, al contrario, nelle altre specie della Sottosezione Lanatuli, dove, lo spessore della parete ifale arriva a malapena a 0,5 µm. La seconda caratteristica la si riscontra nella forma delle spore, le quali, possiedono un apice evidentemente tronco "alle volte leggermente eccentrico", mentre, nelle altre specie della Sottosezione le spore possiedono un apice arrotondato o subconico e sempre centrale. Queste le caratteristiche distintive principali che hanno convinto l'Autore alla creazione del taxon, caratteristiche che noi, nell'indagine microscopica, abbiamo riscontrato senza troppa difficoltà. In quanto alla sua rarità, questo dovrebbe essere il primo ritrovamento per il suolo italiano ed il secondo in Europa. Ci viene da pensare su quante volte C. lagopus (la specie che più si avvicina macroscopicamente "ma non la sola"), sia stato indagato a fondo e quante altre invece, sia stato determinato senza tener conto della possibilità che possa essere la specie da noi indagata in questa occasione, la quale, tra l'altro, non figurava nelle principali opere micologiche europee prima degli anni 90.
Bibliografia
Bogart – 1979: The Genus Coprinus in Western North America, part II: Section Lanatuli. MYCOTAXON Vol. VIII, N° 1, pp. 243-291.
F. Kränzlin -1995: Champignons de Suisse; Tome 4. Lucerne.
Index Fungorum: <http://www.indexfungorum.org/Names/Names.asp>
Noordell. M.E., Kuyper Th. W. & E. C. Vellinga - 2005 - Flora Agaricina Neerlandica, vol. 6
Orton P.D. - 1972: Notes on British Agarics : IV, Notes From The Royal Botanie Garden, Edinburgh 32-135-150
Orton P.D. & R. Walting - 1979: British Fungus Flora 2, Coprinacee Part 1 : Coprinus, Edinburgh.
Uljé' C. B. & M. E., Noordeloos - 1997. Studies in Coprinus IV. Persoonia 16: 2
 Coprinopsis pachyderma
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Funghi
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mercoledě 19 marzo 2008 |
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Pholiota conissans (Fr.) M.M. Moser, Persoonia 13(1): 81 (1986)
Ordine: Agaricales Famigliia Strophariaceae Genere: Pholiota Specie: Pholiota conissans
Basionimo: Agaricus conissans Fr., Epicr. syst. mycol. (Upsaliae): 187 (1838) [1836-1838]
Sinonimi: Agaricus conissans Fr., Epicr. syst. mycol. (Upsaliae): 187 (1838) [1836-1838]
Agaricus inauratus W.G. Sm., J. Bot., Lond. 11: 336 (1873)
Agaricus juncinus W.G. Sm., J. Bot., Lond. 11: 336 (1873)
Dryophila conissans (Fr.) Quél., Enchir. fung. (Paris): 71 (1886)
Dryophila graminis Quél., Compt. Rend. Assoc. Franç. Avancem. Sci. 16: 6 (1887)
Dryophila muricella var. graminis (Quél.) Quél., Compt. Rend. Assoc. Franç. Avancem. Sci. 15(2): 485 (1887) [1886]
Flammula conissans (Fr.) Gillet, Epicr. syst. mycol. (Upsaliae): 187 (1838) [1836-1838]
Flammula graminis (Quél.) Singer, Revue Mycol., Paris 5: 4 (1940)
Flammula inaurata (W.G. Sm.) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 5: 820 (1887)
Flammula juncina (W.G. Sm.) Sacc., Syll. fung. (Abellini) 5: 816 (1887)
Hypholoma graminis (Quél.) Sacc. & Traverso, Syll. fung. (Abellini) 19: 932 (1910)
Inocybe conissans (Fr.) Roze, Bull. Soc. bot. Fr. 23: 113 (1876)
Pholiota conissans var. graminis (Quél.) Bon & P. Roux, Docums Mycol. 34(nos 135-136): 42 (2008)
Pholiota graminis (Quél.) Singer, Lilloa 22: 516 (1951) [1949]
Pholiota inaurata (W.G. Sm.) M.M. Moser, in Gams, Kl. Krypt.-Fl. Mitteleuropa - Die Blätter- und Baupilze (Agaricales und Gastromycetes) (Stuttgart) 2: 196 (1953)
Pholiota juncina (Fr.) P. Kumm., Führ. Pilzk. (Zwickau): 22, 83 (1871)
Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo 35-60 mm, all'inizio emisferico quindi convesso, infine disteso, con o senza basso umbone ottuso, margine intero, a lungo involuto, non striato, a lungo con residui velari appendicolati, altre volte nudo. Cuticola di un vistoso giallo intenso, non igrofana, leggermente viscida, finemente squamulosa, decorata da squamette più o meno rialzate concolori o tendenti a scurire con l'età.
Lamelle adnate, abbastanza fitte, inframezzate da 2-3 (5) lamellule di diversa lunghezza, all'inizio crema, poi gialle, infine bruno-rossastre, macchiate di ruggine, filo finemente crenulato, già in gioventù leggermente più chiaro delle facce.
Stipite 30-60 x 5-10 mm, cilindrico, leggermente allargato alla base, spesso ricurvo in basso, bianco-giallognolo e finemente pruinoso all'apice, nella porzione soprastante l'anello il quale si presenta membranoso, lanoso-squamuloso, nella porzione sottostante fibrilloso squamoso, giallo con squamule bruno-rossastre nella parte bassa, bruno nerastro alla base, annerente negli exsiccata.
Carne di consistenza soda e fibrosa, inizialmente gialla, bruno-nerastra nella parte bassa dello stipite.
Odore non verificato , sapore amaro.
Sporata non effettuata.
Descrizione microscopica della raccolta Spore (5,2) 5,5-6,7 (7,7) x (3,4)3,5-4,0 (4,1) µm, in media 6,21 x 3,73 µm, Q. = (1,4)1,5- 1,8 (2,0), Q.m = 1,67; Vol. = ; (34) 37-54 (67); Vol.m = 45µm³, da ellissoidali a oblunghe in proiezione frontale, da subamigdaliformi a subfaseoliformi in proiezione laterale, a parete spessa 0,5-0,7 µm, giallo-brunastre in KOH, destrinoidi in Melzer, poro germinativo largo 0,5-1,0 µm. Basidi 18-22 x 5-7 µm, in media 20 x 6 µm, Q.m. = 3,4, Vol.m = 404 µm³; clavati, spesso flessuosi e/o con costrizione mediana, tetrasporici, raramente bisporici.
Cheiloleptocistidi (32) 36-52 (55) x (4) 6-8 µm, in media 44 x 6 µm, Q.m. = 6,8, Vol.m = 1056 µm³, da tibiformi a cilindrici o lageniformi con apice capitulato, più o meno flessuosi, parete sottile, ialini o pigmentati di giallo, a mazzetti più o meno folti, tappezzanti il filo lamellare al punto da renderlo sterile.
Cheilocrisocistidi non osservati.
Pleurocrisocistidi 28-44 (46) x 7-10 µm, in media 35 x 8 µm, Q.m. = 3,9, Vol.m = 1456 µm³, da fusiformi a lageniformi, più o meno mucronati, con contenuto interno giallo rifrangente, a parete sottile, ialini, abbastanza numerosi, poco reidratabili con KOH, nell'exsiccata.
Pleuroleptocistidi non osservati.
Pileipellis formata da una suprapellis disposta in ixocutis con tendenza a disporsi in ixotricoderma, composta da ife cilindriche, settate, flessuose, gelatinizzate, con diametro 2,5-5,3 µm, con pigmento incrostate giallo, giallo-brunastro, terminali di pari spessore o di poco più larghi. Ife tromboplere abbondantemente presenti.
Subpellis formata da ife parallele, più o meno brevemente settate, con diametro (4) 9-21 µm, ialine o poco pigmentate, frammiste ad al.
Pileocistidi assenti.
Stipitipellis tipo cutis, composta da ife parallele, cilindriche, settate, misuranti 5,5-13,5 µm, pigmentate di giallo e finemente incrostate. Ife tromboplere abbondantemente presenti.
Caulocistidi non osservati.
Giunti a fibbia abbondantemente presenti nei tessuti da noi osservati.
Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto materiale secco, reidratato con KOH 5%, NH4OH 6%, secondo necessità.
I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Il reagente di Melzer è stato utilizzato per l'accertamento della destrinoidia delle spore. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento all'Index Fungorum http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.
Dati di raccolta e Habitat
N. scheda: 4823. Data di ritrovamento: 08/11/2011. Località: Prati di Tivo – lariceto. Comune: TERAMO. Coordinate geografiche: 42°31'0.66"N 13°33'57.77. Altezza slm: 1280. Habitat: Su resti legnosi morti, in zona umida, Alnus sp. e altra latifoglia. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.
Data inserimento in erbario: 26/04/2012
Osservazioni
La presenza di cheiloleptocistidi e pleurocrisocistidi e le spore con poro germinativo piccolo ma sempre ben visibile, collocano P. conissans nel Genere Pholiota, Sottogenere Pholiota emend. Jacobsson, Sezione Gummosae Jacobsson, assieme ad altre due specie ed una varietà, delle quali diamo un breve sunto delle principali differenze. P. pityrodes (F. Brig.) Holec 2001, possiede basidiomi di piccola taglia, spore di piccola taglia, in media 5,0-7,0 x 2,5-3,0 (-3,5) µm, cheiloleptocistidi da lageniformi misti a subcapitulati. Habitat su steli morti di Phragmytes in zone umide e paludose. P. gummosa (Lasch) Singer 1951 [1949], possiede basidiomi con pileo squamuloso dai colori giallo-olivastri, giallo-grigiastri, cheiloleptocistidi da clavati a lageniformi misti a pochi subcapitulati. P. gummosa var. rufobrunnea (P. Karst.) Holec 2001, possiede basidiomi con pileo squamuloso dai colori ocra-brunastri, bruno-rossastri, microscopia simile alla specie madre.
Bibliografia
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
M. E. NOORDELOOS - 1999: Flora Agaricina Neerlandica, vol. 4
M. E. Noordeloos - 2011: Fungi Europaei, Volume 13: Strophariaceae s.l. Edizioni Candusso
Olec J. – 2001: Libri Botanici N° 20, The Genus Pholiota in central and western Europe.
 Pholiota conissans
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Passeggiate
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martedě 01 maggio 2012 |
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Carissimoi amici,
ritorno dall'uscita mattutina del 1° maggio con un discreto raccolto di Calocybe gambosa, funghi che non assaggerò perchè promessi ad un amico ma il mio divertimento è stato assicurato. Per la verità devo dire che le spinarole non hanno prodotto molto e credo che la quantità dovrà ancora venire e la pioggia di questp pomeriggio aiuterà moltissimo.
Abbiamo una quindicina di giorni da dedicare a questo fungo perche poi entreremo definitivamente in bosco a caccia dei "porcellini" .
Ciao a tutti
bruno
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Passeggiate
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domenica 29 aprile 2012 |
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Carissimi amici,
le uscite di questi giorni mi hanno premiato con i primi ritrovamenti di marzuoli, una volta era molto più semplice trovarli ma adesso, come è giusto che sia, diversi cercatori si divertono a trovarlo, spesso invano perchè è un fungo un pò difficile ma insistendo i risultati arrivano.
Quest'anno non mi sembra che per questo fungo sia una buona stagione, il vento e la mancanza d'acqua hanno agito frenando le crescite, comuqnue chi vuole puà tentare di cercarlo sia in habitat di abete bianco che di faggio puro. E' un buon fungo commestibile e se vedete un solo esemplare guardate molto bene intorno perchè è molto probabile che ce ne siano altri che non riuscite a vederli.
Adesso mettiamo sotto gli spinaroli, diversi amici oggi sono usciti per cercarli e non so se le loro passeggiate sono state coronate da ritrovamenti, il momento è giusto. Oggi, quando sono ripartito da Pietracamela, nel tardo pomeriggio, cominciava a cadere un pò di pioggia, se anche domani pioverà è possibile che gli spinaroli piccolini, gia sicuramente presenti, cresceranno rapidamente.
Seguite e vedrete.
Grazie a coloro che vorrano dare info.
bruno
 Hygrophorus marzuolus
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Passeggiate
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martedě 24 aprile 2012 |
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Cari amici,
ieri sera passeggiando un pò lungo le rive del nostro fiume Tordino ho avuto il piacere d'incntrare le prime morchelle di stagione, un pò sofferenti il vento che ha tirato per due giorni ma comunque un segnale di come la stagione procede.
a presto
bruno
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Funghi
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lunedě 23 aprile 2012 |
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Ordine: Agaricales Famiglia: Psathyrellaceae Genere: Psathyrella Specie:Psathyrella pennata
Psathyrella pennata (Fr.) A. Pearson & Dennis, Trans. Br. mycol. Soc. 31(3-4): 184 (1948) [1947]
Basionimo: Agaricus pennatus Fr., Syst. mycol. (Lundae) 1: 297 (1821)
Sinonimi: Agaricus pennatus Fr., Syst. mycol. (Lundae) 1: 297 (1821)
Drosophila gossypina var. pennata (Fr.) Quél., Enchir. fung. (Paris): 118 (1886)
Drosophila pennata (Fr.) Kühner & Romagn., Fl. Analyt. Champ. Supér. (Paris): 360 (1953)
Pilosace pennatus (Fr.) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) 3(2): 504 (1898)
Psathyra pennata (Fr.) Quél., Meddn Soc. Fauna Flora fenn. 5: 32 (1879)
Psathyra pennata (Fr.) Quél., Trans. Br. mycol. Soc. 26(1-2): 49 (1943) f. pennata
Psathyrella carbonicola A.H. Sm., Contr. Univ. Mich. Herb. 5: 31 (1941)
Inquadramento sistematico: Psathyrellaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi
Descrizione macroscopica della raccolta
Pileo 15-30 mm, paraboloide, infine disteso con basso umbone ottuso; fortemente igrofano, di colore ocraceo con il tempo secco, bruno-porpora, più o meno scuro, in relazione alla percentuale di umidità assorbita; rivestimento pileico liscio, con l'umidità striato per trasparenza al margine; in gioventù con abbondantissimi resti di velo bianchi via via più effimeri con il passare del tempo.
Lamelle moderatamente fitte, annesse allo stipite, intercalate da 1/3 lamellule, grigio chiaro da giovani, marrone-brunastre a maturità; filo lamellare più chiaro, finemente ciliato.
Stipite 30-50 x 2-4 mm, cilindrico, sostanzialmente cilindrico o appena svasato in alto e leggermente ingrossato verso la base, all'inizio di colore biancastro, finemente pruinoso all'apice, fibrilloso in basso, nudo, fragile, cavo.
Carne "in exsiccatum" fragile e poco consistente, grigiastra, odore e sapore non testati.
Descrizione microscopica della raccolta
Spore (5,9) 6,9-7,7 (8,1) x (3,3) 3,5-4,0 (4,1) µm, in media 7,3 x 3,8 µm, Q. = (1,6) 1,7-2,0 (2,1); Q.m. = 1,9; Vol. = (41) 46-63 (71); Vol.m. = 56,7 µm³, in proiezione laterale da subellittiche a subamigdaliformi con parete adassiale appiattita. In proiezione frontale da subellittiche a oblunghe. Spesso con apice leggermente appiattito. Poro germinativo assente o presente solo sotto forma di callus "visibile con difficoltà". Appendice ilifera poco visibile. Al microscopio ottico, in KOH di colore bruno, bruno-verdastro; parete di colore rossastro, spessa fino a 0,6 µm.
Basidi 14,3-18,8 x 5,0-8,5 µm, in media 16,8 x 7,2 µm, Q.m. = 2,3, Vol.m = 465 µm³, molto corti e tozzamente clavati, tetrasporici.
Cellule marginali 12-23 x 6-10 µm, da basidioloidi a sferopeduncolate, ialine.
Cheilocistidi 31-45 x 8-13 µm, pleurocistidioidi, a contenuto amorfo e, alle volte con granulazione esterna all'apice, densamente disposti lungo tutto il filo lamellare. Filo lamellare eteromorfo, composto principalmente da un misto di cheilocistidi e cellule marginali frammisti a scarsi basidi.
Pleurocistidi 35-50 x 10-15 da strettamente a largamente fusiformi, principalmente con parte mediana allargata e apice aguzzo, da cortamente a lungamente peduncolati, con parete spessa fino a 1,0 µm, ialini, a contenuto amorfo. Mediamente numerosi.
Trama lamellare formata da fisaloife a forma di salsicciotto aventi per diametro 27-40 µm, ialine o con leggero pigmento membranario brunastro.
Pileipellis formata da una suprapellis di tipo imeniderma composto da cellule sferopeducolate, misuranti 33-63 x 20-31 µm, ialine o con leggero pigmento membranario brunastro e da una subpellis composta da fisaloife a forma di salsicciotto , miste ad altre inflate con diametro 20-40 µm, ialine o leggermente pigmentate di brunastro. Pileocistidi assenti.
Caulopellis formata da una cortex di ife parallele, filamentose, settate, con diametro 4-10 µm.
Caulocistidi pleurocistidioidi misuranti (24) 28-65 x 6-13 µm, frammisti a rare cellule sferopeduncolate, misuranti 23-27 x 8-14 µm, ialini, a parete sottile, presenti a gruppetti sporadici, solo all'apice dello stipite.
Giunti a fibbia presenti in tutti i tessuti del basidioma da noi osservati.
Materiali e Metodi
Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato in KOH 5%. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario, si è adoperato Rosso Congo Ammoniacale 6 % per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale senza tener conto dell'apiculo, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga1998: Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary. Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata ed i nomi degli Autori, abbiamo fatto riferimento a http://www.indexfung...names/Names.asp e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx . Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.
Osservazioni
Si fa' riconosce abbastanza agevolmente per il suo Habitat preferenziale "luoghi bruciati", quest'ultimo "al momento" è condiviso da altre due sole psatirelle, esse sono: P. involuta (Romagn.) Moser 1967, sistemata nella Sezione Spintrigerae è specie priva di pleurocistidi, con cheilocistidi utriformi a parete sottile e spore con evidente poro germinativo. P. pseudocorrugis (Romagn.) Gallant ex Bon 1983 ("1982"), sistemata nella Sezione Spadiceogrisae, Sottosezione Spadiceogrisae, possiede pleurocistidi e cheilocistidi utriformi a parete sottile e spore con evidente poro germinativo. P. pennata va a sistemarsi nella Sezione Pennatae, assieme ad una quindicina di altre specie, le quali si possono differenziare e/o per prediligere un Habitat diverso e/o per possedere un differente quadro microscopico.
Dati della raccolta e Habitat
N. scheda: 4818. Data di ritrovamento: 09/04/2012. Località: Castagneto di Senarica. Comune: Crognaleto (TE). Coordinate geografiche: 42°32'47.66"N 13°29'16.96"E. Altezza slm: 800. Habitat: In un castagneto bruciato, su di residui legnosi carbonizzati. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B. Data inserimento in erbario: 20/04/2012.
Bibliografia
Cetto B.,1971-I funghi dal vero, Vol.1/7, Saturnia, Trento.
CONSIGLIO, F. (2000) : Contributo alla conoscenza dei Macromiceti dell´Emilia-Romagna. XX. Genre Psathyrella. - Boll. Gr. Micol. G. Bres. (n. s.) 43 (1): 31-44.
BREITENBACH, J., KRÄNZLIN, F. (1995): Pilze der Schweiz 4. - Luzern: Mykologia.
CONSIGLIO, F. (2000) : Contributo alla conoscenza dei Macromiceti dell´Emilia-Romagna. XX. Genre Psathyrella. - Boll. Gr. Micol. G. Bres. (n. s.) 43 (1): 31-44. -, (2005): Contributo alla conoscenza dei Macromiceti dell'Emilia-Romagna. XXIII. Famiglia Coprinaceae - Parte terza. - Boll. Gr. Micol. G. Bres. (n. s.) 48 (2): 7-22.
FOUCHIER, F. (1995): Le genre Psathyrella (Fr.) Quél. Flore des espèces européennes et méditerranéennes. Monographies mycologiques 1. Féd. Ass. Mycol. Médit., Montpellier: 1-97.
KITS VAN WAVEREN, E. (1985): The Dutch, French and British species of Psathyrella. - Persoonia, Suppl. 2. - Leiden: Rijksherbarium. - (1987): Additions to our monograph of Psathyrella. - Persoonia 13(3): 327-368. - (1988): Notes on the genus Psathyrella - IX. Psathyrella umbrina
KITS VAN WAV. and P. galeroides ROMAGN. - Persoonia 13 (4): 475-478.
KÜHNR, R., ROMAGNESI, H. (1953): Flore Analytique des Champignons Supérieurs. - Paris: Masson.
Index Fungorum: http://www.indexfung...Names/Names.asp
Melzer A., 2011 – Die Gattung psathyrella in europa
Moser M., 1980 - Guida alla determinazione dei funghi. Saturnia, Trento.
 Psathyrella pennata
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Passeggiate
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domenica 22 aprile 2012 |
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Ciao a tutti,
ieri pomeriggio mi sono recato a fare una passeggiata nel castagneto di Senarica, abbiamo intenzione di seguire il sito nei punti dove il legno bruciato si sta, pian pianino, degradando. I funghi del bruciato sono molto particolari e seppur non appariscenti sono da approfondire anche per una conoscenza del ciclo di autorigenerazione ambientale. Spero di non avere problemi d'ingresso al Castagneto, dovrò chiedere e spero di ottenere un'autorizzazione per motivi di studio.
Oggi (domenica) sono salito al Ceppo per trovare un pò di marzuoli ma sono rimasto a secco, anche se qualche testolina l'ho vista, sembra che manchi ancora un pochino di tempo. Tirava un vento abbastanza forte e freddo, vento che anche ieri non mi ha lasciato un momento, spero che cessi quanto prima per non vanificare la positività della pioggia appena caduta.
Gli spinaroli stanno facendo capolino e sicuramente, tra le due feste che ci attendono, li troveremo.
Buone cose a tutti.
bruno
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Le notizie
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domenica 15 aprile 2012 |
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Carissimi amici,
la foto è di repertorio, non cominciate a diffondere notizie non vere, però dopo tanta pioggia non ci resta che aspettare una settimanella e dopo ci sarà una vera esplosione di funghi. Questa Santissima acqua è arrivata nel momento giusto e altra ne arriverà la prossima settimana, fortunati saranno coloro che avranno tempo da dedicare alla ricerca. Oggi, purtroppo, non sono potuto uscire e notizie freschessime non ne ho, anche se confermo raccolte di pioppini, qualche testolina di spinarolo e niente marzuoli.
Aspetto che voi mi comunichiate i vostri ritrovamenti casomai arricchiti da foto, faremo cosa gradita a chi ci segue.
Grazie a tutti e buone "caccia" ai nostri amati funghi.
bruno
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Funghi
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domenica 15 aprile 2012 |
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Ordine: Auriculariales Famiglia: Auriculariaceae Genere: Exidiopsis Specie:Exidiopsis calcea
Il fungo che vi presento appartiene alla Famiglia degli
Eterobasidiomiceti, funghi d'all'aspetto gelatinoso, alcuni molto
appariscenti altri resupinati come il presente scambiato per una
Corticiaceae ma riconosciuto e determinato dagli amici
del
Forum Studies in Heterobasidiomycetes
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 Exidiopsis calcea
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