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Mycena abramsii (Murrill) Murrill 1916
Funghi
Thursday 26 January 2012

Ordine: Agaricales Famiglia: Mycenaceae Genere: Mycena Specie: abramsii

Abetaia del Ceppo - Rocca Santa Maria - 1350 m slm - 01.10.11

 

                                                       Descrizione macroscopica


  Cappello: 8- 35 mm, conico, conico- campanulato, espanso, quasi piano, con o
senza umbone, alle volte con depressione centrale, striato per trasparenza, igrofano, glabrescente, grigio - bruno, grigio - pallido con tonalità bruna, grigio - seppia, grigio- nerastro al centro, orlo pallidescente.

Lamelle: in numero di 18 - 34 con Iamellule (1 L = 1- 3 1), piu O meno spaziate, quasi strette, un poco ventrute, ascendenti,orizzontali- annesse, adnate, unite da venature, bianche, bianco- grigie, orlo bianco. Carne

Carne: bianco - acquosa sotto la cuticola, odore rafanoide, sapore indistinto. Gambo: 1- 2,5 x 30- 65 mm; uniforme, tendente a restringersi dal basso verso l'alto, cavo, sub - fragile, glabrescente, bianco - ialino in alto, poi grigio - acquoso, grigio - bruno, grigio- seppia in basso, base con peluria bianca piu o meno radicante, alla frattura seceme liquido acquoso. Habitat: isolato o gregario su foglie, ramoscelli, frustuli al suolo in decomposizione (Pilli/S, Quercus, Fagus, Carpinus).

                                                       Descrizione microscopica

Spore (fig. 1: A) 4- 6 x 9-12 um, ciIindriche, generalmente piu larghe nella
parte apiculiare, alcune con debole depressione centrale, amiloidi. Basidi 7- 9 x 27- 36 urn, 4 sporici, claviformi. CheiIocistidi (fig. 1: B) 10- 16 x 25- 60 um, lisci, fusiformi - ventruti, obovati, estremità superiore piu o meno allungata ed apice arrotondato, orlo sterile. Pleurocistidi non osservati (rari descritti in letteratura). Epicute (fig. 1: C) con ife piu o meno cilindriche, larghe 2- 8 urn, gialle in Melzer, le    supe rficiali    con    conten uto    bruno    e    con    diverti coli,    1 - 2    x    2 - 9    um,    alcuni ramificati o formanti piccoli ammassi. Ife del gambo cilindriche: interne pseudoamiloidi larghe 8- 20 urn; esteme (fig. 1: D) gialle in Melzer, larghe 1,5- 3,5 urn, con diverticoli distanziati ad apice arrotondato, terminanti in elementi irregolari diverticolati. Ife latticifere numerose nella came del cappello e del gambo. Giunti a fibbia presenti.

                                                        Osservazioni

 L'odore ed il sapore delia came del cappello sono caratteri molto variabili:
"without characteristic odor or taste" (MURRILL, 1916: 338); "odor and taste none" (SMITH, 1935: 590); "sensiblement inodore ou quelquefois à odeur raphanoïde (parfois nitreuse?), à saveur douce'' (KÜHNER, 1938: 482); "odor and taste not distinctive" (SMITH, 1947: 239); "Srnell and taste not perceived (smell slightly alkaline or doubtfully raphanoid in Bon n. 711202218)" (COURTECUISSE, 1985: 108); "Weder Gcruch noch Geschmack festgestellt" (SCHWEGLER, 1986: 163); "Taste indistinctive or raphanoid." (MAAS GEST., 1988: 52); "odeur faiblement raphanoide, savcur douce de radis" (BREITENBACH - KRÀNZLIN, 1991: 256).
Mycena aetites differisce da Mycena abramsii per le misure piu piccole delle spore e la loro forma non cilindrica, nonché per i cheilocistidi, alie volte non cosí numerosi da ricoprire interamente il taglio lamellare, terminanti con uno o piu prolungamenti apicali ditaliforrni e flessuosi lunghi anche fino a 30 um.

Scheda del Sig. Gianni Robich che ha anche determinato la presente raccolta

Foto 800x536

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Mycena abramsii
 

 

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Mycena amicta (Fr.) Quél. 1872
Funghi
Wednesday 25 January 2012

Ordine: Agaricales  Famiglia: Mycenaceae  Genere: Mycena  Specie: amicta

Prati di Tivo di Pietracamela (TE) - Lariceto 1400m slm -  05.11.11

Cappello : 10-25 mm, conico, campanulato, qualche volta un pò umbonato, più o meno solcato, striato per trasparenza, inizialmente di colore grigio scuro o grigio-piombo, poi grigio-bruno chiaro,terreo,più scuro nella zona discale,densamente pubescente alla, pellicola interamente separabile

Lamelle : brevemente adnate,ascendenti,fitte,strette,biancastre,bruno-grigiastre, più scure verso il dorso, orlo più o meno seghettato

Gambo : 40-70x08-1,5 mm, uniformemente cilindrico, fragile, cavo, concolore al cappello o con toni più scuri, ricoperto di una densa pruina biancastra, nella zona basale è visibile, ma non sempre, una colorazione blu-verde o bluastra.

Carne : molto sottile, da biancastra a grigio-bruno pallido, odore e sapore non significativi

Microscopia : spore ellissoidali-pruniformi 7,4-10,2 x 4,2-5,5 micro, amiloidi, cheilocistidi 20-30 x 4-6,3 micron, subfusiformi o cilindrici, caulocistidi a parete sottile,epicute gelatinizzata, costituita da ife intrecciate munite di escrescenze cilindriche.

Habitat : generalmente nei pressi di conifere, su detriti legnosi marcescenti o su coni in disfacimento, in tarda estate e in autunno, non molto comune.

Note : La specie è ben caratterizzata dalla pellicola separabile, dalla fine pubescenza stipitale e dalla colorazione blu-verde della zona basale del gambo.

Bibliografia e Scheda : Funghi d'Italia, vol. 2 di G.Consiglio, C.Papetti, Fondazione Centro Studi Micologici AMB

Foto 800x532

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Mycena amicta (Fr.) Quél. 1872
 

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Passeggiata nel Castagneto di Senarica
Passeggiate
Sunday 22 January 2012

Salve,

oggi ho avuto la possibilità di visitare il bellissimo Castagneto di Senarica, è un bellissimo e antichissimo sito che si sta cercando di recupare affinchè gli splendidi e vetusti castagni malati di "mal d'inchiostro", una malattia causata da due funghi (Phytophtora cambivora e  Phytophtora cinnamomi), che stanno causando la morte di molte piante possano tornare più floridi di prima. Vi suggerisco di leggere l'interessante sito che analizza gli interventi immediati e futuri da eseguire : INTERVENTO

Comunque, con molta sprpresa, ho trovato anche dei funghi che nel forum di Muggia analizzeremo e che testimoniano la potenzialità micologica del luogo che denomineremo Castagneto di Senarica.

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Nerito e Tottea
 

 

 


 

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Pholiota limonella (Peck) Sacc.
Funghi
Friday 20 January 2012

Ordine: Agaricales    Famiglia: Strophariaceae     Genere: Pholiota      Specie: Limonella

Ceppo - Abetaia secolare - Rocca Santa Maria - f. 4 - 339; III; TERAMO - 07.10.10


Bellissimo fungo capace di spuntare anche a notevole altezza su tronchi d'abete oramai morenti, caratteristicche principali sono: il colore giallo limone, lamelle color ruggine, orlo del pileo involuto, squame di color ruggine nel cappell.

Determinazione ed analisi micro eseguite dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

Foto 800x536

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Pholiota limonella
 

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Mycoacia uda (Fr.) Donk 1931
Funghi
Thursday 19 January 2012

Ordine: Polyporales Famiglia: Meruliaceae Genere: Mycoacia Specie:Mycoacia uda

Ceppo - Morricana - R.S.Maria (TE) - 1400 m slm 04.10.11

Crosta dai colori gialli trovata lungo le sponde del torrente Castellano su ramo di probabile Ciliegio selvatico (Prunus avium), caratteristica principale è la presenza di aculei ben sviluppati.

La determinazione è stata eseguita dagli amici del Forum Studies in Aphyllophorales.

Foto 800x600

Scheda Mycobank

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Mycoacia uda
 

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Coniophora arida (Fr.) P. Karst. 1868
Funghi
Sunday 15 January 2012

Ordine: Boletales Famiglia: Coniophoraceae Genere: Coniophora Specie:Coniophora arida

 Pietracamela (TE) - 1050 m slm - 11.12.11

Su vecchia porta messa a mo di pavimento è nata questa Corticiaceae determinata dagli amici del Forum Studies in Aphyllophorales

Foto micro del Sig. Renato Saccani

Foto 800x600

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Coniophora arida
 

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Peniophora laeta (Fr.) Donk 1957
Funghi
Saturday 14 January 2012

Ordine: Russulales Famiglia: Peniophoraceae Genere: Peniophora Specie:Peniophora laeta

Coste di Contradarno - Pietracamela (TE) 1000 m slm - 04.12.11

 Crosta su probabilissimo rametto di carpino (Ostrya carpinifolia) ma anche su Castanea sativa e Quercus cerris, presenta dei numerosi aculei uncinati, il colore del carpoforo è rosato.

Determinazione eseguita dagli amici del Forum Studies in Aphyllophorales, foto micro del Sig. Renato Saccani

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Peniophora laeta
 

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Psathyrella piluliformis (Bull.) P.D. Orton 1969
Funghi
Saturday 22 December 2007

Scheda tratta dal sito dell'amico Salvatore Saitta

La Psathyrella piluliformis è un fungo molto comune che cresce a gruppi numerosi di esemplari fascicolati su legno morto di latifoglie (Fagus e Quercus), ceppi o tronchi, nei boschi, in autunno. Il cappello, 1,5-6 cm, è da emisferico a campanulato-conico, poi convesso e appianato, talvolta con un largo umbone ottuso, con il margine ondulato, non striato, fibrilloso e poi appendicolato da leggeri resti di velo, con la superficie liscia, opaca, talvolta granulosa o rugosa, igrofana, di colore bruno-rosso scuro con il tempo umido, bruno-giallastro col secco, a partire dal centro. Le lamelle sono più o meno adnate e fitte, di colore biancastro poi grigio-bruno chiaro e infine bruno-scuro, con il filo biancastro. Il gambo, 3-9 cm di altezza, è robusto, cilindrico, talvolta ingrossato alla base, dritto o flessuoso, cavo, con la superficie fibrillosa, ornata da resti di velo in alto, brillante, di colore biancastro ma bruno-isabella verso la base. La carne è bruno rossastra da umida, grigio brunastra col secco, con odore fungino debole.

La Psathyrella piluliformis è senza valore alimentare, ed è una delle più facili da determinare nel suo genere per il cappello igrofano, la mancanza di anello e la crescita fascicolata su legno.

Microscopia eseguita dal Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia

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Psathyrella piluliformis
 

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Pholiota lucifera (Lasch) Quél. 1872
Funghi
Sunday 30 December 2007

Grazie al Sig. Marino Zugna del Forum AMB di Muggia vi presento un'altra scheda di Pholiota lucifera:

Pholiota lucifera (Lasch) Quél., Mém. Soc. Émul. Montbéliard, Sér. 2 5: 250 (1872)

Basionimo: Agaricus lucifer Lasch, Linnaea 3: 408 (1828)
Sinonimi: Agaricus lucifer Lasch, Linnaea 3: 408 (1828)
Dryophila lucifera (Lasch) Quél., Enchir. fung. (Paris): 68 (1886)

Posizione sistematica: Strophariaceae, Agaricales, Agaricomycetidae, Agaricomycetes, Agaricomycotina, Basidiomycota, Fungi

Descrizione macroscopica della raccolta:
Pileo 35-60 mm, all'inizio emisferico quindi convesso, infine disteso, con o senza basso umbone ottuso, margine intero, a lungo involuto, non striato, a lungo con residui  velari appendicolati, altre volte nudo. Cuticola di un vistoso giallo intenso, non igrofana, leggermente viscida, finemente squamulosa, decorata da squamette più o meno rialzate concolori o tendenti a scurire con l'età.    
Lamelle adnate, abbastanza fitte, inframezzate da 2-3 (5) lamellule di diversa lunghezza, all'inizio crema, poi gialle, infine bruno-rossastre, macchiate di ruggine, filo finemente crenulato, già in gioventù leggermente più chiaro delle facce.
Stipite 30-60 x 5-10 mm, cilindrico, leggermente allargato alla base, spesso ricurvo in basso, bianco-giallognolo e finemente pruinoso all'apice, nella porzione soprastante l'anello il quale si presenta membranoso, lanoso-squamuloso, nella porzione sottostante fibrilloso squamoso, giallo con squamule bruno-rossastre nella parte bassa, bruno nerastro alla base, annerente negli exsiccata.
Carne di consistenza soda e fibrosa, inizialmente gialla, bruno-nerastra nella parte bassa dello stipite. Odore non verificato, sapore amaro. Sporata non effettuata.    

Descrizione microscopica della raccolta:
Spore (7,0) 7,9-9,9 (12,0) x (4,3) 4,5-5,4 (6,4) µm, in media 8,81 x 4,94 µm, Q. = (1,5) 1,6-1,9 (2,2), Q.m = 1,78; Vol. = (79) 90-151 (262); Vol.m = 114 µm³, da ellissiodali a faseoliformi in proiezione laterale, ovoidi in proiezione frontale, a parete spessa, giallo-brunastre in KOH, poro germinativo assente.    
Basidi 28-41 x 6-8 µm; Vol.m = 996 µm³; strettamente clavati, spesso flessuosi e/o con costrizione mediana, tetrasporici, spesso bisporici con grossi sterigmi.
Cheiloleptocistidi 33-65 x 6-13 µm; Vol.m = 2328 µm³, versiformi, da lageniformi con collo flessuoso a cilindrico-moniliformi, cilindrico-flessuosi, clavati con apice più o meno subcapitulato, parete sottile, ialini, a folti mazzetti tappezzanti il filo lamellare al punto da renderlo sterile.
Pleuroleptocistidi e crisocistidi assenti.    
Pileipellis formata da una ixocutis con tendenza a disporsi in ixotricoderma, composta da ife cilindriche, settate, flessuose, gelatinizzate, con diametro 2,5-5,0 µm, con leggero pigmento incrostate giallo, giallo-brunastro nei ciuffi, terminali di pari spessore o di poco più larghi. Pileocistidi assenti.
Subpellis scarsamente differenziata, formata da ife cilindriche, settate, flessuose, parallele, con pigmento incrostate giallastro.
Stipitipellis tipo cutis, composta da ife parallele, cilindriche, settate, misuranti 2,5-5,5 µm, finemente incrostate.
Caulocistidi assenti.
Giunti a fibbia abbondantemente presenti nei tessuti da noi osservati.

Materiali e Metodi:
Lo studio è stato compiuto su materiale secco, reidratato con KOH 5%. I preparati sono stati osservati usando come mezzo di governo H2O; ove necessario si è adoperato Rosso Congo amm. 6% per meglio evidenziare le differenti tipologie cellulari. Le misure microscopiche sono state eseguite con il software di calcolo Mycométre gentilmente fornitoci dal Sig. Georges Fannechère e prelevabile a questo indirizzo http://mycolim.free.fr. Le misure sporali si riferiscono a 100 unità, effettuate in proiezione laterale, prelevate da zone non imeniali, scartando spore ancora evidentemente immature, per le rimanenti tipologie cellulari si sono eseguite un minimo di venti misure a tipologia. Per la terminologia riguardante la tipologia delle caratteristiche macro e microscopiche, si fa riferimento a Else C. Vellinga 1998: (Flora Agaricina Neerlandica 1- Chapter 8; Glossary). Per quanto riguarda la nomenclatura aggiornata e gli Autori delle specie, nella maggior parte dei casi, si è fatto riferimento a http://www.indexfungorum.org/ e http://www.mycobank.org/MycoTaxo.aspx .
Per le osservazioni dei caratteri macroscopici, in alcuni casi, ci siamo valsi di uno stereo microscopio Optech trinoculare e del supporto di foto macro ad alta risoluzione. Le foto concernenti la microscopia, sono state eseguite con l'ausilio di una fotocamera Reflex EOS 50D, posto sul terzo occhio del trioculare di un microscopio biologico Optech Biostar B5, supportato da ottiche Plan-APO, illuminazione alogena 12V-50 W a luce riflessa, con regolatore d'intensità. Le collezioni d'erbario sono conservate nell'erbario A.M.B. Gruppo di Muggia e del Carso.

Dati di raccolta e Habitat
:
N. scheda: 4785. Data di ritrovamento: 01/12/2011. Località: Roiano di Campli, Valle dello scoiattolo. Comune: Campli – Teramo. Coordinate geografiche: 339; III; TERAMO. Altezza s.l.m.: f. 2. Habitat: Su ramo morto di latifoglia, a terra. Determinatore: Zugna M. Legit: de Ruvo B.

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Pholiota lucifera
 

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Gino grandissimo Poeta e Naturalista
Le notizie
Wednesday 04 January 2012

Ciao a tutti,

provo un senso di orgoglio ed onore nello scrivere questo articolo per ringraziare un grandissimo personaggio che ho avuto modo di conoscere grazie alla passione comune dei funghi:

Il grande Gino è di Francavilla al Mare ed è un Pescatore appassionato, ha frequentato il Mare e lo conosce come noi fungaioli incalliti conosciamo le nostre Montagne, da un pò di tempo ha la passione dei funghi ed è così travolgente che "costringe" i numerosissimi amici che lo adorano a farsi portare sui monti a caccia di porcini.

Tra noi è nata una amicizia virtuale culminata con il graditissimo dono di un suo CD con tutte le sue canzoni, sì canzoni perchè dovete sapere anche che è un grande poeta musicale, lo sento e lo risento e mi piace molto la quarta canzone "L'Abruzzo" dove racconta cosa vuol dire essere abruzzese.

Lo ringrazio moltissimo e spero di stringergli presto la mano.

Ciao Gino, sei un uomo fortunato con tutti gli amici che ti voglione bene.

Bruno

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I funghi come bioindicatori - ISPRA
Le notizie
Tuesday 13 December 2011

Ricevo da un amico micologo la presentazione di un poster che illustra la Conferenze dell'ISPRA e mi permetto, a mia volta di pubblicare affinchè sia raggiunto da un maggior numero di persone.Leggetelo attentamente e seguite le attività dell'Istituto collegandovi al sito dell'ISPRA, CLICCANDO QUI'

 

 

  I funghi come indicatori dello stato degli ecosistemi forestali

                                                                   di                                            

              Carmine SINISCALCO (ISPRA), Luca CAMPANA (ISPRA)

 

I funghi e la salute del complesso pianta-suolo

 

Risulta piuttosto difficile utilizzare i valori forniti dai parametri microbiologici e micologici poiché i microrganismi del suolo e i funghi della lettiera reagiscono molto rapidamente anche a variazioni stagionali e si adattano alle diverse necessità ambientali. Perciò diventa problematico distinguere fluttuazioni naturali da alterazioni causate da attività antropiche, specialmente quando il dato viene determinato sprovvisto di controllo, come nei sistemi naturali.
Diversi autori hanno proposto soluzioni per questo problema. Brookes, ad esempio, afferma che nessun parametro può essere utilizzato da solo, bensì unitamente ad altri parametri correlati in modo da creare un "controllo interno", es. carbonio della biomassa microbica e carbonio organico totale del suolo. Quando i suoli presentano variazioni significative rispetto a ciò che è considerato il valore normale (C biomassa / C organico totale del suolo) in un particolare sistema di gestione del suolo, clima e tipo di suolo. Tale valore diventa un indicatore del cambiamento nelle funzioni dell'ecosistema suolo: c'è infatti una relazione quasi lineare tra queste due variabili, anche se si possono trovare rilevanti discrepanze tra suoli con diverse caratteristiche fisiche o suoli gestiti in modo diverso.
Molti studi sono stati condotti circa la possibilità di utilizzare i parametri microbiologici e biochimici del suolo per caratterizzare la diversità microbica sia in termini genetici che funzionali. Innanzi tutto, viene definita la presenza di vita microbica nel suolo ed il suo ordine di grandezza; quindi, è di fondamentale importanza capire quanto la popolazione vivente sia attiva e quali funzioni svolga; infine, sarà importante caratterizzare la struttura della comunità microbica e di quella micologica, e le relazioni che esse instaurano con la pianta.
Metodologie microbiologiche e biochimiche acclarate sono ormai in grado di fornire le indicazioni sopra descritte..................................

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...e se gli Amministratori si rendessero conto...
Le notizie
Wednesday 07 December 2011

Ciao a tutti,

è un discorso che meriterebbe molto ma molto spazio e soprattutto tempo...che purtroppo non ho...
Tutto gira intorno al'idea che noi abbiamo delle nostre foreste e la loro capacità di produrre ricchezza.
Questo è un invito alle Autorità ed Enti che Amministrano il nostro polmone verde di prendere conoscenza del valore economico che va oltre lo sfruttamento del legname, i funghi, ecc......le foreste sono necessarie a tutti per ben altro.....ma leggetevi il comunicato dell'ente che si occupa di valorizzare, studiare e far capire a tutti l'enorme ricchezza che abbiamo e da cui poter prendere le mosse per chiedere quello che serve alle Comunità Montane per la loro salvaguardia e buona sopravvivenza....pensateci e collegatevi a questi link, scaricate il comunicato stampa, un politico deve trovare il modo di sfruttare questi studi e realtà.

CLICCATE QUI'

poi scaricatevi e leggete il programma, c'è da riflettere.

ciao a tutti

bruno

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Bosco
 

 
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Funghi

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